Morittu: «Venite a S’Aspru a fare la pace»

Dal frate francescano un invito nel segno del dialogo al musicista israeliano e a Favata: «Un concerto insieme a Siligo»

«Enzo Favata, il direttore artistico di Musica sulle Bocche, ha sbagliato a escludere dal suo festival Eyal Lerner perché israeliano. Gli errori, quando si fanno, non vanno negati. Favata ha chiesto scusa. Da queste scuse bisogna partire per compiere un gesto che, senza disconoscere l’errore compiuto, portino al dialogo nel segno del reciproco riconoscimento». È semplice il gesto che propone Salvatore Morittu. Per chiudere il caso che ha portato il sindaco di Santa Teresa a sospendere Musica sulle Bocche il frate francescano, fondatore e anima della comunità di recupero di Siligo, invita Lerner e Favata a incontrarsi. «Chiedo a entrambi – dice – di tenere insieme un concerto da noi, a S’Aspru, in un luogo in cui tante persone che hanno commesso errori hanno trovato la strada per ricominciare, per costruire una vita nuova».

Padre Morittu sa bene che non è affatto detto che il suo invito sia accettato. Ma non è da lui fermarsi di fronte alle difficoltà. Di missioni impossibili ne ha affrontate tante nel suo lavoro ormai pluridecennale. «Proprio nel 2019 – incalza – noi francescani celebriamo gli ottocento anni del viaggio di San Francesco in Egitto. Cosa c’era di più difficile che andare a parlare con i musulmani mentre era in corso la quinta Crociata? E invece Francesco fu ascoltato. Il sultano Malik al Kamil ricevette a corte il frate cristiano. Un esempio straordinario di fede nel dialogo che a me pare, oggi, attualissimo». «La Sardegna ha una storia – prosegue padre Morittu – che ha reso il suo popolo aperto e ospitale. Capisco la reazione che ha portato il sindaco di Santa Teresa a prendere una decisione drastica. Ma anche di fronte agli errori più gravi, erigere muri, escludere ogni possibilità di rimediare e di cominciare un percorso diverso, non è una cosa giusta. E’ come quando sento dire, di fronte a delitti efferati, che bisogna buttare le chiavi del carcere in mare e o che il reo deve marcire a vita in galera. La nostra Costituzione prescrive per la pena una funzione rieducativa. Attraverso il dialogo c’è sempre il modo di offrire a chi ha sbagliato una nuova possibilità».

Da qui la proposta: «Lerner e Favata sono due artisti accomunati da una stessa sensibilità verso temi umanitari e sociali. Non vedo perché, superando ciò che ora sembra dividerli, non possano incontrarsi e parlare. Guardarsi
negli occhi e parlare. La nostra comunità ospiterebbe molto volentieri questo incontro. Un incontro che sarebbe bellissimo si traducesse in musica, con un concerto con Lerner e Favata insieme sul palco. Credo che sarebbe un grande momento di crescita non solo per loro, ma per tutti».

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