Pusole, la cantina del cannonau bianco

In Ogliastra un’azienda che sfrutta i saperi di quattro generazioni «Niente chimica né diserbanti: il nostro vino è fatto come una volta»

Nel vigneto di “Sa scala” e nei terreni di famiglia tra Baunei e Lotzorai i fratelli Pusole mettono a frutto i saperi di quattro generazioni. Lorenzo e Roberto dal padre Bernardo, originario di Baunei, hanno ereditato la tradizione nell'allevamento e dalla madre Emma, nata e vissuta a Lotzorai, la tradizione nella viticultura.

La loro cantina, denominata semplicemente “Pusole”, punta con decisione sui vitigni locali (in particolare il cannonau e il vermentino) in una regione, come l'Ogliastra, che è capace di regalare grande diversità geologica, passando dal mare a formazioni montuose estremamente variegate. Nei terreni dei due Comuni ogliastrini i due fratelli hanno deciso di lavorare secondo natura, per esprimere un’identità strettamente connessa al territorio. «Il nostro vino si è sempre fatto così: senza diserbare, senza irrigare, senza sostanze chimiche o ormoni che interferiscano col ciclo vitale della pianta» racconta Roberto che, dopo una incursione in Piemonte per formarsi in agronomia ed enologia ad Alba e un'esperienza importante da Conterno Fantino, è tornato in Ogliastra per occuparsi con il fratello più grande dell’azienda di famiglia, azienda che contempla oltre la viticoltura anche l’allevamento di razze autoctone.

«Abbiamo sette ettari di vigneti: metà si trovano nel comune di Baunei, l’altra metà nel comune di Lotzorai. Mettiamo a dimore all’incirca settemila piante per ettaro – dice Lorenzo – su suoli dalla incredibile variabilità: si va da terreni scistosi ricchi di argilla a suoli di origine alluvionale sabbiosi e ricchi di sassi adattando la varietà alla tipologia di suolo. La terra viene smossa e le erbe invernali controllate poi vengono destinate al pascolo per le pecore». Fiore all’occhiello della cantina Pusole è l’etichetta “Sa scala”, cannonau al cento per cento, è la prima vigna che i due fratelli hanno messo assieme nel 2004. Qui, in un vigneto impiantato in terrazze alluvionali del quaternario, vede la luce un rosso che invecchia per diciotto mesi in piccole botti di rovere. Un altro vino del cuore è il “Karamare”.

C’è poi, a distinguere la produzione di questa cantina, il cannonau bianco antichissima varietà, che, nell’isola, si trova soltanto nell’Ogliastra del nord (nella zona tra Baunei Lotzorai e Talana). «Si tratta di un unicum, simile alla grenache blanc francese e alla garnacha blanca spagnola» sottolinea Roberto che pur amando i suoi vini non vuole rinunciare all’altra passione di famiglia. «La viticoltura è ovviamente il cuore pulsante della nostra azienda ma – dicono ancora i due fratelli – siamo particolarmente legati anche al retaggio paterno e lavoriamo anche seguendo quel solco». Le tradizioni familiari continuano pertanto con l’allevamento semibrado del suino Razza sarda, razza autoctona locale e la coltivazione di grano Cappelli ed orzo, così come la coltivazione delle olive bosane e ogliastrine».

Un lavoro che viene ripagato dai risultati acquisiti sul mercato.
La cantina Pusole in questi anni sta conquistando fette sempre più ampie e ha intenzione di affermarsi ancora di più. Il venti per cento dei suoi vini (rossi, bianchi e rosè) viene venduto in Sardegna, il restante nella Penisola ma sta cominciando a essere distribuito anche in Europa.

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