La Sardegna non è un’isola per bambini

A Sassari un incontro-dibattito sul drastico calo delle nascite, con il medico Antonello Ganau e il sociologo Alberto Merler

SASSARI. Si parlerà di “Denatalità e invecchiamento della popolazione”, con sottotitolo “una minaccia per il domani della Sardegna” nella prima conferenza annuale proposta dall’Issla (Istituto sardo di scienze lettere e arti presieduto dal botanico Ignazio Camarda). L’incontro si terrà oggi alle 16 nella sala della Fondazione di Sardegna, via Carlo Alberto a Sassari. Un tema di attualità internazionale affidato ad Antonello Ganau, cardiologo, ex direttore dei Dipartimento di medicina clinica dell’università di Sassari. È proprio Ganau, con pochi numeri, a far capire l’importanza di «nuove politiche globali, sociali e demografiche» per potersi confrontare su «un fenomeno che coinvolge tutto il mondo ma soprattutto i Paesi in via di sviluppo».

I numeri sono impietosi, soprattutto per la nostra isola. «La Sardegna – spiega Ganau – negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso – era la prima regione per la natalità in Italia, oggi è precipitata all’ultimo posto con la media di 1,2 figli per donna. La Sardegna è anche una regione vecchia e sempre più spopolata. Lo standard nazionale della natalità è dell’1.34 per cento e quello europeo dell’1.6. In Europa è considerata virtuosa la Francia con una media di 1,9 figli per donna se si pensa che i demografi considerano ottimale un rapporto del 2.1».

È sempre Ganau a sottolineare gli «alti costi per allevare i bambini, fattori che inducono a una minor fertilità» mentre è la Francia con «più sensibili politiche verso la famiglia – asili nido, livelli salariali adeguati per le donne – a intervenire con provvedimenti legislativi più adeguati rispetto a tutti gli altri Paesi occidentali in via di sviluppo».

E se ai temi della denatalità aggiungiamo quelli dell’invecchiamento, con l’assenza totale di politiche adeguate a fronteggiare i due fenomeni epocali, ci si rende conto di quanto i governanti contemporanei siano assenti, con pochissime eccezioni, dal proporre rimedi a fattori demografici che vanno invece affrontati con maggiori competenze e incisività. Temi sui quali interverrà il sociologo Alberto Merler.

Quella di oggi alla Fondazione di Sardegna a Sassari è solo una delle tante iniziative promosse dall’Issla e che – per la presenza nell’istituto dei più autorevoli professionisti e studiosi di varie discipline – verranno replicate in diversi centri della Sardegna («anche nei piccoli paesi»). Ignazio Camarda, anima del team scientifico, dice: «In una Sardegna molto distratta dai temi di fondo, vogliamo proporre approfondimenti in tutti i settori che spaziano dai temi sociali a quelli dell’economia, della salvaguardia dell’ambiente, della necessità di dare impulsi a nuove politiche di innalzamento dei livelli culturali». Il 16 maggio partecipazione (con Camarda e Attilio Mastino) al convegno sui cinquant’ anni dalla morte di Antonio Pigliaru. Prossimi appuntamenti: Oristano (venerdì 31 maggio) al Chiostro del Carmine sul tema “Agli insetti piacciono i libri e le opere d’arte” con Ignazio Floris, Alma Casula. Venerdì 7 giugno “Protezione civile e ruolo delle comunità locali (con Graziano Nudda alla Fondazione di Sardegna). Altre
conferenze: Sardinia ‘e intro e Sardinia ‘e fora -Le due Sardegne tra decrescita e ripresa (con Ferdinando Buffoni) e ancora “Aspetti economici e di mercato del comparto lattiero caseario” (con Michele Gutierrez e Franco Nuvoli) e “Il paesaggio nella Costituzione (con Sandro Roggio).

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