Cori e applausi per la Pfm che canta De André

Successo al Comunale di Sassari per il live celebrativo dello storico sodalizio tra la rock band e il cantautore genovese 

SASSARI. Due ore di spettacolo diviso in tre set in cui gli artisti sul palco assieme al pubblico in sala hanno ripercorso e celebrato in maniera esaltante – e a tratti persino commovente – una delle migliori pagine della storia della musica italiana: quando nel 1979 la più importante band rock progressive nazionale arrangiò i brani del nostro più grande cantautore dando vita prima a una tournée rivoluzionaria e poi a due album live ormai diventati cult. Il risultato fu infatti straordinario: grazie al tocco magico della Pfm, le già deliziose canzoni di Fabrizio De André diventarono capolavori assoluti. Così non stupisce affatto che per l’unica data in Sardegna del concerto “Pfm canta De André - Anniversary”, ieri sera il Teatro Comunale di Sassari fosse completamente esaurito, tanto da far gongolare gli organizzatori della “Aefe music” di Enrico Frau, ma anche gli spettatori di tutte le età che hanno assistito a uno show davvero memorabile.

Sul palco Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Lucio Fabbri, Roberto Gualdi, Alessandro Scaglione, Marco Sfogli e Alberto Bravin hanno dato il massimo, ma a nessuno è sfuggita la presenza di due ospiti d’eccezione: Flavio Premoli (fondatore della Pfm) con l’inconfondibile magia delle sue tastiere, e Michele Ascolese, il chitarrista storico di Faber, quello che ha suonato con lui sino all’ultima esibizione, cioè sino a quando – esattamente vent’anni fa – la morte si portò via prematuramente quell’amico fragile che tanto ancora avrebbe potuto regalare alla poesia e alla musica.

Tornando al live di ieri sera, la prima emozione arriva in coincidenza con il primo brano in scaletta, “Bocca di Rosa”, eseguito come nello storico concerto di Firenze, quarant’anni fa, con quell’intro arpeggiato, il simil-flauto e lo stop improvviso che dà il via a voce e tastiere. Brividi. Proprio come quando le dolcissime note suonate da Flavio Premoli annunciano “La guerra di Piero”. Il compito di cantare al posto di Faber spetta a Franz Di Cioccio, che tuttavia – opportunamente – evita imitazioni: «Mi sono preso questa responsabilità e ovviamente non ho la voce di Fabrizio. Nessuno ce l’ha, del resto. E poi noi non siamo certo una cover band».

Seguono le celeberrime “Andrea”, “Un giudice”, “Rimini” e “Giugno’73”, che tra gli applausi scroscianti vanno a concludere alla grande il primo dei tre set in programma. L’intermezzo è invece dedicato agli arrangiamenti della “Buona novella” il concept album di Faber sui vangeli apocrifi: così è la volta de “L’infanzia di Maria”, “Il sogno di Maria”, “Maria nella bottega del falegname” e “Il testamento di Tito”.

Infine la terza parte, con la strepitosa versione de “La canzone di Marinella” (proposta con la traccia vocale originale di De André), di “Ziricheltaggia”, il brano in gallurese che Faber
compose nella tenuta dell’Agnata, e ancora “Volta la carta”, “Amico fragile” e la formidabile “Il pescatore”, che tutti cantano in coro. Bellissimo.

Prima che cali il sipario c’è il tempo anche per un classico targato soltanto Pfm: “Celebration”. Ed è festa davvero.



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