Elio a Sassari con l'Ojs e Pierino e il lupo: «Racconto una fiaba senza tempo»

Con l’Orchestra Jazz della Sardegna porta sul palco del Comunale l'opera di Sergej Prokofiev

SASSARI. Nuovo appuntamento, mercoledì 17 aprile alle 21 al Teatro Comunale, con la rassegna di produzioni originali “JazzOp” organizzata dall’associazione Blue note Orchestra che presenta “Pierino e il lupo”. La celeberrima fiaba musicale, per voce recitante e orchestra del musicista russo Sergej Prokofiev si immergerà in questa occasione nelle sonorità jazz. Sul palco, accanto all’Orchestra jazz della Sardegna (OJS), ci sarà un narratore d’eccezione, amatissimo dal pubblico: Elio. Il concerto sarà replicato giovedì 18 alle 21 a Cagliari all’Auditorium del Conservatorio in collaborazione con “La via del Collegio”.

In questa nuova versione arrangiata per l’organico dell’OJS da Roberto Spadoni (che dirigerà l’orchestra nei due concerti) i personaggi della fiaba saranno impersonati dagli strumenti suonati dai musicisti mentre la voce narrante sarà appunto quella di Stefano Belisari, noto col nome d’arte di Elio. Artista eclettico: cantante-flautista della band “Elio e Le Storie Tese”, attore, doppiatore, volto televisivo, giudice del talent show “X Factor”, in questa produzione con OJS Elio si cala in un progetto a lui molto caro. Non è la prima volta infatti che l’artista incontra, nelle vesti di narratore, la favola musicata da Prokofiev. «La amo da sempre – dice Elio – anche recentemente ho raccontato questa fiaba al pubblico con l’Orchestra Jazz dei Conservatori del Veneto”

Nei prossimi giorni invece la vedremo al fianco dell’OJS coinvolto in una nuova collaborazione con artisti sardi dopo il felice connubbio con il coro di Neoneli. Da cosa nasce questo feeling con l’isola?

«Con il coro di Neoneli è stato un colpo di fulmine. Credo siano passati ventisei anni da quel giorno ma il ricordo è ancora molto nitido: eravamo a Sassari quando li conobbi e ad un certo punto decisero di farmi ascoltare uno dei loro canti chiudendosi a cerchio e facendomi stare al centro. Fui folgorato, conquistato da quell’esperienza sonora e cominciai un lungo periodo di collaborazione artistica con il coro. Siamo sempre in contatto e faremo di certo altre cose insieme, è un rapporto non solo professionale ma anche di profonda amicizia. Sono stati loro ad introdurmi ai segreti dell’Isola. Sia chiaro io già da tempo frequentavo la Sardegna ed avevo già avuto modo di entrare in contatto con gli indigeni scoprendoli a me molto affini. Oltre l’aspetto fisico (tutti mi dicono che sembro sardo e in tanti credono che io sia sardo) il mio carattere si sposa bene con il vostro modo di fare e anche con la vostra sensibilità, con il modo di sentire e percepire le cose. Insomma pur essendo continentale sono un po’ sardo anche io non fosse altro perchè ho la cittadinanza onoraria di Neoneli e di Orune».

Cosa rappresenta per lei il progetto “Pierino e il lupo”.

«“Pierino e il lupo” nacque con un intento artistico- pedagogico. Il Teatro centrale dei bambini di Mosca commissionò a Prokofiev un’ opera musicale che fosse pensata per avvicinare alla musica anche i più giovani. Il compositore riuscì molto bene in questo intento trovando una soluzione artistica che io considero geniale. Ogni personaggio è interpretato da uno strumento musicale ed ha un suo carattere, una sua voce, questa trovata diverte e ci insegna a riconoscere il timbro degli strumenti. Prokofiev l’aveva immaginata proprio come una guida alla scoperta delle differenti tonalità. Nel concerto con l’OJS il pubblico imparerà questa volta a conoscere meglio anche le bellissime voci di una big band. Lavorare in questa direzione è molto importante anche oggi perché le persone sempre più si allontanano dai generi musicali cosi detti "colti". “Pierino e il lupo” è uno spettacolo adatto a tutti, diverte e coinvolge non solo i più piccoli ma anche gli adulti».

Ha inciso “Pierino e il Lupo” anche per la Deutsche Grammophon.

« Il progetto è nato negli USA contiene un “prequel” ambientato a Hollywood, In America la voce recitante era quella Alice Cooper».

L’idea di avvicinare la buona musica al grande pubblico rappresenta il "fil rouge" del suo lavoro artistico fin dalle origini? Anche la band “Elio e le storie tese” proponeva arrangiamenti di alto livello e testi ironici in un mix che conquistava il grande pubblico.

«Assolutamente sì. Questo è un intento che da sempre cerco di portare avanti. Ma il segreto per riuscirci davvero credo sia quello di non prendersi mai troppo sul serio, di non salire mai in cattedra a fare il maestro, di saper giocare e divertirsi davvero con la musica e saper coinvolgere il pubblico in questo gioco».

Tra i suoi attuali progetti ce n’è anche uno incentrato sulla lirica “Cantiere opera” come procedono i lavori?

«Con il regista Francesco Micheli ci divertiamo molto a far riscoprire l’opera agli italiani di tutte le età. Io stesso da ragazzo non amavo l’opera perchè semplicemente non la conoscevo. Per le nuove generazioni italiane la lirica è una roba vecchia e noiosa eppure ancora oggi, continua a essere lo spettacolo dal vivo più diffuso al mondo ed è grazie all’opera che dappertutto sul pianeta, si parla la nostra lingua. Il fatto è che in Italia la gente ascolta musica di livello qualitativo molto basso ma è solo un problema di offerta, manca l’educazione alla musica».

Un talent alla “X factor” dedicato alla lirica e alla classica avrebbe successo?

«Perchè no, potrebbe essere un modo interessante
per portare nelle case degli italiani la musica di qualità e il bel canto, che nel nostro Paese conta ancora tantissimi appassionati. Qualche piccolo esperimento è stato già fatto; bisognerebbe proseguire con tenacia su questa strada. Per imparare ad amare le cose bisogna conoscerle».

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