All’origine di Piga c’è la gazza non la lentiggine

Piga è un cognome compreso nel folto gruppo di quelli che vantano frequenze medio-alte, cioè con oltre mille famiglie. In dettaglio, attualmente conta oltre 1400 famiglie, di cui circa 1080 risiedono...

Piga è un cognome compreso nel folto gruppo di quelli che vantano frequenze medio-alte, cioè con oltre mille famiglie. In dettaglio, attualmente conta oltre 1400 famiglie, di cui circa 1080 risiedono in Sardegna e le restanti nella Penisola, specialmente nel Lazio (67, di cui 61 a Roma); Lombardia (67, di cui 30 a Milano) e in Piemonte (60, di cui 40 a Torino). Nella nostra isola è diffuso con un doppio epicentro nell’area di Cagliari (Cagliari 99, Quartu Sant’Elena 42, Monastir 34, Sestu 30) e in quella di Sassari (Sassari 80, Alghero 56, Sennori 36, Porto Torres 28, Perfugas 20, Bulzi 12). Nelle altre province e sub-regioni, salvo la Gallura (119), appare meno diffuso. Tuttavia è da segnalare la presenza di nuclei di una certa rilevanza a Nuoro (30), Berchidda (22), Oliena (19), Olbia (17), Iglesias (15), Tempio (15), Montresta (14), Carbonia (13), Bulzi (12) e Villacidro (12). In particolare, Piga nei comuni di Monastir e Perfugas rappresenta il cognome più frequente.

Dal punto di vista storico le prime attestazioni sono registrate tra il 1100 e il 1250 nei condaghi di San Nicola di Trullas, San Pietro di Silki e San Michele di Salvennor con la forma Pica mentre nel condaghe di Santa Maria di Bonarcado è già registrata la forma odierna, cioè Piga. Nel 1353 è attestato ad Alghero. Nell’atto di pace tra la Corona d’Aragona e il Regno d’Arborea (1388) risulta presente a Bessude, Oristano, Genoni, Ozieri e nel villaggio medioevale di Genadas. Inoltre nello stesso documento è citato anche con la variante Pigha ad Aidomaggiore, Villamar e Villa d’Abbas, un villaggio medioevale che sorgeva in corrispondenza delle odierne terme di Sardara.

Oltre che in queste fonti medioevali Piga è citato più volte negli atti dei parlamenti del Regno di Sardegna. Successivamente risulta registrato nel 1500 a Oristano, nel 1522 a Perfugas; nel 1600 a Bortigali e nel villaggio abbandonato di Speluncas; nel 1621 a Calangianus; nel 1627 nell’antica sede vescovile di Bisarcio; nel 1654 a Cagliari; nel 1660 ad Aggius e Sanluri; nel 1697 a Sassari; nel 1717 a Monteleone Roccadoria; nel 1730 a Bortigiadas; nel 1736 ad Alghero; nel 1740 a Bulzi; nel 1862 a Berchidda; nel 1872 a Tula. Nelle liste di leva del 1880 è presente anche ad Armungia, Decimoputzu, Ghilarza, Mores, Morgongiori, Nughedu Santa Vittoria, Oliena, Paulilatino, Monastir, Santulussurgiu, Sant’Andrea Frius, Sant’Antioco, Tula e Villasor.

Alla base questo cognome mostra di avere un antico soprannome formato dal vocabolo sardo piga (nuorese e gallurese pica) che significa ‘ghiandaia, gazza’ e che potrebbe essere stato attribuito con svariate motivazioni. Deriva dal latino pica (Pittau, CDS, 3, 49).

L’antica documentazione, che risale fino al 1100 e in cui sono citate entrambe le forme Pica e Piga, permette di escludere una sua derivazione dal vocabolo catalano piga ‘lentiggine’. Questa parola catalana, infatti, giunse in Sardegna solo
durante il 1300 cioè ben duecento anni dopo. Da Piga deriva il raro diminutivo Pigheddu (Cagliari). Esiste anche un cognome non sardo, Pica, tipico del Lazio e della Campania, che ha la stessa origine e lo stesso significato del sardo medioevale Pica e di quello odierno Piga.



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