Le metamorfosi 

della tradizione

Con la primavera arrivano le grandi sagre e le sfilate orgogliose degli abiti tradizionali, aperte il primo maggio dalla sagra di Sant’Efisio. Il Murats di Samugheo (Museo Unico Regionale dell’Arte...

Con la primavera arrivano le grandi sagre e le sfilate orgogliose degli abiti tradizionali, aperte il primo maggio dalla sagra di Sant’Efisio. Il Murats di Samugheo (Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda) partecipa a questo momento di colore, creatività e identità inaugurando oggi alle 18, la mostra “Tempo sospeso” una serie di abiti tradizionali della Sardegna, femminili e maschili, provenienti da oltre 15 centri dell’Isola.

Arte del vestire che il curatore della mostra Baingio Cuccu, direttore del Murats, ha scelto di mettere in dialogo con una serie di opere dei grandi maestri del ’900 e di pittori e fotografi di oggi. «La mostra vuole indagare uno degli aspetti più interessanti e allo stesso tempo più complessi della tradizione dell’abbigliamento – spiega Cuccu –. Da sempre si discute su quali siano gli elementi che devono far parte di questo vestiario, quali esempi sono da prendere in considerazione, creando un dedalo di dubbi, fraintendimenti, punti di vista differenti e contraddizioni. Il ricorso alla pittura degli artisti del secolo scorso può essere considerato una base da cui far partire la ricerca. Ma è proprio seguendo queste modalità che a volte i dubbi aumentano anziché diminuire, perché è vero che un dipinto può essere preso come punto di riferimento ma è altrettanto vero che esso racconta la verità che l’artista ha avuto modo di fissare il quel determinato momento storico. Col tempo le cose possono cambiare, lentamente o velocemente, e la tradizione non è immune alle influenze, interne o esterne, volute o imposte – conclude il direttore del Murats –. L’esposizione, che gioca con i rimandi tra le opere e gli abiti in mostra di diversi periodi, si sofferma su un preciso punto: la sospensione del tempo è relativa ad un determinato momento che viene fissato dall’arte che rende quel dettaglio immutabile per poi liberarlo dalle naturali trasformazioni, alterazioni
e contaminazioni». Artisti in mostra: Giuseppe Biasi, Remo Branca, Mario Delitala, Eugenio Tavolara, Hector Nava, Francesco Ciusa Romagna, Antonio Corriga, Carmelo Floris, Cristina Maddalena, Paolo Bianchi, Vincenzo Pattusi, Antonio Pau, Chiara Samugheo, Alessandro Spiga, Sisinnio Usai.

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