Porto Cervo Wine festival: da giovedì quattro giorni di eventi

Al via l'11a edizione della rassegna con 60 cantine di cui 27 sarde oltre a 22 di food (17 isolane)

È il trionfo dell’eccellenza. La celebrazione della qualità come vera essenza del lusso. Le marmellate del Gennargentu e il miele di Bosa da anni danno il buongiorno con dolcezza ai milionari del pianeta che alloggiano al Cala di Volpe. Lo zafferano Nurkara, nelle mani degli chef degli alberghi Marriott, diventa una carezza per le papille nei pranzi e nelle cene smeralde. Insieme al pecorino di Orgosolo, ai salumi di Villacidro.

Bontà della terra di Sardegna accompagnati da nettari in limba. Rossi e bianchi, che in un solo assaggio raccontano essenze e sapori di un’isola antica. L’eccellenza è il marchio di fabbrica del “Porto Cervo wine & food festival” arrivato quest’anno alla undicesima edizione. Molto più di una vetrina o di una esposizione dei gioielli enogastronomici sardi e del resto della penisola.

Un evento che è una lode alle bontà tricolori, purché ricercate e curate con una passione maniacale per i dettagli. Qui non c’è spazio per la banalità. Alla corte del “Wine & food festival” sono ammessi solo i re e le regine dell’enogastronomia sarda e italiana. Quest’anno le prenotazioni hanno superato la disponibilità degli spazi all’interno del Conference center. E sono già partite le prenotazioni per l’edizione 2020.

Superato il giro di boa del decimo anno il gruppo Marriott, padre del progetto del gusto stellato, ha deciso di vestire di freschezza il format. E come accade alla cucina ha deciso di contaminare la manifestazione con iniziative nuove, senza mai abdicare però alla tradizione. Come prima cosa il festival si allunga a quattro giornate. Dal giovedì alla domenica, con il gran finale che ospita la cena di gala all’hotel Cala di Volpe e il concerto della stella della musica italiana Malika Ayane. Vengono introdotti seminari e un talk show che avrà come focus di discussione un argomento di grandissima attualità. Il futuro dell’enogastronomia e i cambiamenti climatici. Si parlerà del vino come reale possibilità di investimento.

Le mattine saranno dedicate agli incontri di approfondimento, i pomeriggi alle degustazioni. Sono 80 le aziende destinate a diventare le vere star del festival delle bontà. 22 quelle del food di cui 17 sono sarde. In vetrina prodotti raffinati e di altissima qualità. Che uniscono passato e futuro. Come le produzioni Dolci Peano di Ozieri in cui la rassicurante bontà degli ingredienti tradizionali si fonde con la seduzione delle spezie e del cioccolato. O che seguono un disciplinare biologico rispettoso dell’ambiente come i formaggi Funtana cana.

60 invece le cantine che avranno la vetrina a cinque stelle nel festival di Porto Cervo. 27 sono sarde. 8 racconteranno i sapori della Toscana. Altrettante quelle che arrivano dalla Lombardia con nomi blasonati come Bellavista, Berlucchi, Villa Franciacorta, Cà del Bosco. Nove dal Veneto. La componente internazionale è invece rappresentata dalla Francia con Deutz e Vranken Pommery. Per Franco Mulas, area manager Marriott Costa Smeralda, un po’ il padre del “Porto Cervo wine & food festival”, la conferma della felice intuizione di dieci anni fa e la nuova sfida che guarda al futuro.

«Questa manifestazione è nata per far crescere i prodotti della Sardegna e il territorio – spiega Mulas, il manager di Ozieri che guida le stelle alberghiere di proprietà del Qatar –. Non a caso

l’evento apre la stagione in Costa Smeralda. Per il futuro puntiamo a internazionalizzare il Porto Cervo wine festival in partnershipo con il Miami e il New York wine festival così da creare una sinergia sempre più forte con uno dei nostri mercati più forti, quello americano».
 

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