Una Sardegna tutta da scoprire raccontata dalla rivista “Bell’Italia”

«Auguriamo a chi viene in Sardegna di perdersi. Perché qui, perdersi è un'esperienza che ogni viaggiatore, prima o poi, dovrebbe fare. Deliberatamente. È il modo migliore per lasciarsi andare e comprendere fino in fondo lo spirito selvaggio e potente di quest'isola»

CAGLIARI. È il fil rouge della scoperta a legare gli articoli e le bellissime immagini che compongono le duecento pagine tutte dedicate al fascino mai scontato della Sardegna nel 32° speciale dedicato all’isola dalla rivista Bell’Italia. «Abbiamo titolato “Il piacere della scoperta” – dice la direttrice del mensile di Cairo Editore, Emanuela Rosa-Clot –, un invito al gusto di prendersi tempo, di vivere una vacanza non da turisti ma da viaggiatori, augurando a chi viene in Sardegna di perdersi. Perché qui, perdersi è un’esperienza che ogni viaggiatore, prima o poi, dovrebbe fare. Deliberatamente. È il modo migliore per lasciarsi andare e comprenderne fino in fondo lo spirito selvaggio e potente. È solo così che si può veramente scoprire la bellezza di un luogo dal fascino ancestrale che fa venire il mal d’Africa e che da sempre affascina chi ci arriva, magari solo per fare una vacanza al mare, ma ne resta irrimediabilmente stregato».

Sfogliando il periodico, presentato martedì scorso al Pullman Timi Ama Sardegna Resort di Villasimius, il lettore viene accompagnato in un viaggio in quella Sardegna, cuore del Mediterraneo più antico, che riesce a raccontare e farsi raccontare rinnovando ogni volta l’incanto dei viaggiatori. Il monografico Sardegna nasce dalla volontà di una donna non sarda, Olimpia Collini Matacena, che 33 anni fa ha unito all’amore per questa terra, l’intuizione di promuoverla turisticamente quando il turismo nell’isola era ancora un concetto inesistente. Ed è l’assessore al Turismo della Regione, Gianni Chessa, a sottolineare come «Bell’Italia sia un’opportunità da cogliere per valorizzare tutte le bellezze dell’isola, comprese quelle dell’agroalimentare, facendo sistema», davanti al numeroso pubblico che oltre alle principali istituzioni politiche raccoglie molti operatori dell’industria turistica isolana, trasformando quest’appuntamento annuale in un’importante occasione di approfondimento e confronto tra i diversi attori coinvolti nel settore.

La rivista, già in edicola da ieri mattina, viaggia in una Sardegna che ama ritmi lenti e permette esperienze di trekking «in compagnia degli asinelli», percorre un’antica tratta ferroviaria immersa nella natura su un treno storico, si prende il tempo di passeggiare sotto gli antichi Ficus magnolioides dell’Orto Botanico di Cagliari. O ancora sedersi e, con lentezza, bere un aperitivo aspettando il tramonto su una delle meravigliose terrazze panoramiche dell’isola, concedersi la libertà di buttare mappe e satelliti per esplorare senza meta il Basso Sulcis nel selvaggio sud-ovest, procedere dall’arcipelago di La Maddalena alle spiagge del Sud attraverso i fari che costellano le coste, andare da Tempio Pausania, antica capitale della Gallura, sino all’Ogliastra, seguendo strade che toccano i luoghi di fede come la via di Sant’Efisio da Cagliari a Nora, passando per Laconi e Luogosanto, passeggiare nei borghi fino alle terre del vino con i filari che profumano di Vermentino, restare stupiti davanti alle meraviglie culturali, ai tesori artistici e alle produzioni tipiche come quella del pane, espressione di un
sapere antico declinato in una grande varietà di forme e di sapori.

Oltre ai 1.850 chilometri di coste conosciute nel mondo per la loro impareggiabile bellezza vale la pena trovare quella Sardegna inedita custodita nel tempo dall’identità profonda dei suoi abitanti.



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