All’origine di Mereu non c’è il “mére” padrone ma il moretto catalano

Tra i cognomi sardi più diffusi è compreso Meréu che occupa il 22° posto con poco meno di duemila famiglie, di cui oltre 1500 in Sardegna. La zona di maggior diffusione coincide con la vecchia...

Tra i cognomi sardi più diffusi è compreso Meréu che occupa il 22° posto con poco meno di duemila famiglie, di cui oltre 1500 in Sardegna. La zona di maggior diffusione coincide con la vecchia provincia di Cagliari dove abita il 57% dei Mereu. Poco più del 25% risiedono nella provincia di Nuoro. Nella provincia di Oristano abitano altre 120 famiglie mentre nella provincia di Sassari, compresa la Gallura, si contano solo un’ottantina di famiglie (5%). Dunque si tratta di un cognome tipico della Sardegna meridionale dove è assai diffuso tra Cagliari (175) e i centri circostanti (Assemini 53, Quartu Sant’Elena 44, Sestu 42, Settimo San Pietro, 39, Sinnai 35, Selargius 29, Monastir 28). Un centinaio di famiglie risiede nel Lazio (78 a Roma), un’ottantina in Lombardia (21 a Milano) e nel Piemonte (34 a Torino) e una cinquantina in Liguria (24 a Genova). La prima attestazione si ha nell’atto di pace tra la Corona d’Aragona e il Regno d’Arborea (1388) nei villaggi di Escovedu, Laconi, Nuragus, Ollasta, Pompu e Tuili. In seguito è attestato a Oristano (1410-1533), Sanluri (1589), Cagliari (1654), Sassari (1696), Triei (1744), Arbus (1832), Monastir (1842), Tortolì (1843), Fonni (1850), Galtellì (1857). Nel 1880 appare nelle liste di leva di Assemini, Bauladu, Busachi, Dorgali, Fordongianus, Genoni, Jerzu, Lanusei, Mamoiada, Nuoro, Orgosolo, Santu Lussurgiu, Samugheo, Sanluri e Sorgono. Ad Arzana si rileva il toponimo S’Orgosa de Mereos. A Talana e Urzulei è registrata pure la forma Mereo che appare spagnolizzata o italianizzata nella desinenza. Nel Sulcis è presente anche la variante femminile Merèa con una decina di famiglie stanziate a Domus de Maria, Iglesias e Capoterra. Da Meréu non va disgiunta la variante Muréu che è tipica dell’Anglona dove è citata dal 1600 a Sedini, nel 1843 a Perfugas e nel 1847 a Sennori (Monte Mureos). L’altra forma Maréu è registrata a Oristano nel 1538 e nella toponimia di Ploaghe (Nuraghe Frades Mareos). Anche questa ha l’aspetto di una variante pur potendo essere un cognome spagnolo (Mareo) oppure un aggettivo del cuculo (cuccu maréu) in uso nella parlata di Ploaghe (Pittau; DCS, 2, 184). L’origine di Meréu è discussa. Secondo Mario Puddu (DitzLcs 1155) deriva dal termine mère, mèri ‘padrone’. In realtà, il termine mère, mèri giunse in Sardegna soltanto nel 1700 con i Piemontesi e deriva dal francese maire ‘maggiore’ (Meyer Lübke) come appare anche dalla rara variante ogliastrina maere (M.Pittau; NVLS, 1, 545). Un dato importante è rappresentato dal fatto che le fonti dell’Età Giudicale non registrino né il cognome né un termine da cui esso potrebbe derivare. Dunque è difficile che derivi dal greco meréia ‘parte, distretto’. Meréu infatti
emerge nella Marmilla soltanto nel 1388, cioè una sessantina di anni dopo l’arrivo dei Catalani nella Sardegna meridionale. Questo dato rende possibile che si tratti di un adattamento del cognome catalano Moréu ‘moretto’ (CDS, 1, 217) come appare anche dalla suddetta variante Muréu.

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