Il “Disco storico” a Benito Urgu

Selezionati anche i cinque musicisti sardi finalisti del Premio “Mario Cervo”

OLBIA. Il premio discografico “Mario Cervo” è giunto al suo quinto anno ed è pronto a premiare i migliori artisti sardi. Tra i cinquanta dischi pubblicati nel 2018 da artisti sardi, saranno cinque a essere premiati nella serata del 6 giugno all’archivio Mario Cervo di Olbia. Un’edizione che rispetto a quelle passate guarda più alla tradizione che all’innovazione.

E stavolta è Benito Urgu ad aggiudicarsi il “Disco storico” con il suo “Mon cheri Fonni” del lontano 1978. Lavoro che ha compiuto quarant’anni, e che segna in qualche modo la svolta di Urgu dalla carriera canora alla ribalta del cabaret. Il disco, pubblicato dalla Cgd, è stato di fatto il primo vero lavoro da solista, che confermò il successo di Benito Urgu dopo la prima parentesi musicale con il gruppo I Barrittas.

Tra i migliori album selezionati dalla giuria del premio c’è “Madera balza” (Tûk Music) di Monica Demuru e Natalio Mangalavite. Nei 17 brani del disco si uniscono l’anima sarda della Demuru, con la sua voce, e la vena sudamericana del pianista italo-argentino. Il punto di partenza è il jazz, che spesso incontra melodie tradizionali isolane. Premiato anche Mauro Palmas con il suo “Palma de sols” (SquiLibri), pubblicato nella collana Crinali dopo una campagna di crowdfunding. Un concept album che con i suoi suoni racconta in nove tracce una storia, un lungo viaggio di marinai, che si conclude nella decima, dal titolo omonimo, un racconto scritto da Maria Gabriela Ledda e recitato da Simonetta Soro.

Da Quartu Sant’Elena il trio Malasorti con “S’ArdiCity” (S’ardmusic), un percorso sonoro che guarda al mondo urbano e lo fa passando dall’hip hop alla drum’n’bass, alla musica elettronica. L’album “Cancionero” (Tronos digital), invece, degli Elva Lutza con Ester Formosa,
è un calderone dove convivono due entità, quella della Catalogna e quella dell’America latina, con in mezzo omaggi ai cantautori italiani e brani inediti in sardo. Infine, il cd “No sias isciau” corona i trent’anni di attività del tenore Murales di Orgosolo. (paolo ardovino)

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