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Un parco delle stelle per portare visitatori in tutta la Sardegna
Astroturismo 

Un parco delle stelle per portare visitatori in tutta la Sardegna

La Sardegna regione pioniera in Italia sull’astroturismo, nuova forma dalle potenzialità ancora inesplorate che unisce le bellezze storiche, culturali e l’archeologia con l’osservazione delle stelle....

La Sardegna regione pioniera in Italia sull’astroturismo, nuova forma dalle potenzialità ancora inesplorate che unisce le bellezze storiche, culturali e l’archeologia con l’osservazione delle stelle. È più di una idea, una possibilità per il futuro come nuova frontiera che potrebbe permettere all’isola di rivalutare e valorizzare il suo enorme patrimonio storico ambientale espresso dai parchi naturali, dalle aree archeologiche e dalle sue comunità unendo nuovi percorsi di sviluppo economico. A dirlo sono studiosi, archeologi, astrofisici e istituzioni, con università fondazioni ed enti gestori dei parchi, riuniti nei giorni scorsi a Barumini per i due giorni dedicati al workshop intitolato “Parchi delle Stelle, patrimoni culturali e turismo sostenibile in Sardegna”.

Trait d’union che lega gli interventi dei partecipanti alla prima giornata del workshop è un messaggio: «Sostenere e incentivare questa forma di turismo, ancora poco conosciuta in Europa, per riscoprire e valorizzare i siti di assoluta rilevanza storico-culturale e creare nuove prospettive di crescita economica». Messaggio ripreso anche dal presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Barumini Sistema Cultura, Salvatore Bellisai, che durante i lavori ha sottolineato la necessità di promuovere questi tipi di turismo sostenibile di alto profilo culturale e ambientale. L’astroturismo – dice – è un ulteriore ambito di confronto utile a valorizzare le nostre aree archeologiche e, in questo, l’esperienza di Barumini rappresenta un modello importante per tutta la Sardegna». Per Rodolfo Calanca dell’associazione culturale “Borgo di Urania”, tra gli organizzatori del workshop «la creazione di Parchi delle stelle vuol dire proteggere le aree pregiate di cui è ricchissima la Sardegna ma anche far diventare questi territori dei santuari culturali di grande rilevanza e impatto – spiega – entrare nella lista dei Parchi vuol dire assumere una visibilità internazionale e riqualificare ulteriormente il territorio». Secondo Tarcisio Agus, presidente del Parco Geominerario storico ambientale della Sardegna, uno dei partner del workshop «la Sardegna può diventare un geo park mondiale che metta in mostra le sue peculiarità e il suo legame con le stelle, come racconta la nostra tradizione di popolo che vive in sinergia tra cielo e terra – dice – bisogna diffondere una immagine attrattiva che sappia valorizzare le nostre eccellenze». «Il cielo all’Asinara, e in tutta la Sardegna, diventa un capitale naturale di eccezionale valore che può offrirci tanto in termini di valorizzazione del nostro territorio – dice invece Pietro Paolo Congiatu, direttore Parco Nazionale dell’Asinara – spero che questo percorso possa proseguire e rafforzarci verso l’International dark sky park».

E se l’Italia, pur avendo almeno 150 parchi naturali non ne ha nessuno inserito nell’elenco ufficiale International dark sky park (Idsp), le potenzialità per il settore e le prospettive per la Sardegna sono enormi. A dirlo sono alcuni numeri a livello internazionale. «Nel 2017 negli Stati Uniti sono stati 7 milioni i viaggiatori legati all’astroturismo e all’osservazione delle eclissi, solo a Tenerife 200 mila», spiega Giacomo del Chiappa, professore di Marketing all’Università di Sassari segnalando «la forte crescita del fenomeno anche in chiave di turismo esperienziale». Numeri che si riflettono anche sulla sharing economy e certificati da Airbnb che ha registrato, nel 2017 «oltre 50 mila turisti provenienti da 26 Paesi e giunti in Italia per assistere alle eclissi solari oltre che 3mila case con piattaforme per telescopi – aggiunge Linda Osti, professoressa di marketing alla Libera Università di Bolzano – Stati Uniti, Francia e Italia sono i Paesi nel mondo con il maggior numero di annunci su Airbnb che
offrono attività o attrezzature per l’astroturismo». Per Del Chiappa e Osti inoltre «i vantaggi in chiave turistica del cielo stellato risultano più evidenti se legati al mercato più ampio rappresentato dalle tantissime coppie che viaggiano per festeggiare anniversario o per sposarsi».

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