Dalla canapa sativa i sapori che non ti aspetti

I prodotti di CanaStyle dai vivai sassaresi dell’azienda storica Florgarden

SASSARI. Lontano dalle suggestioni del film L’Erba di Grace e dall’immagine del Brucaliffo regalato dalla penna di Lewis Carroll al suo Alice in Wonderland, a Sassari, lo storico marchio Florgarden punta anche sulla canapa e dà vita ad un circuito commerciale variegato e di tutto rispetto, nel segno della competenza, della qualità e della legalità. Una lungimirante spinta innovativa è ciò che ha portato la storica azienda sassarese operante nel settore florovivaistico e agronomico a scommettere sul brend CanaStyle, diversificando.

Si parla della canapa sativa, quella impiegata nella filiera agro industriale, e non della canapa indiana, che alimenta invece il mercato illegale. «Il mercato della canapa sativa è in netta espansione – ci spiega Valentina Carboni, titolare assieme a due soci dell’azienda –. È un tipo di pianta che si presta a tanti usi dal punto di vista agro alimentare e terapeutico. La nostra azienda ha inizia con la produzione di canapa sativa un anno fa, grazie anche ad un know-how abbastanza ampio legato alle produzioni florovivaistiche e agronomiche. Ci siamo specializzati nella produzione della pianta, che deve mantenere il livello di THC tra lo 0.2 e 0.6, la nostra si attesta attorno allo 0.3, e un buon livello di CBD, la sostanza terapeutica: parliamo di lotti selezionati e certificati, dato che la canapa sativa può essere coltivata solo attraverso una dimostrazione di tracciabilità. Noi produciamo la pianta, bellissima di per sé, poi la facciamo trasformare». Ed è qui che lo spirito imprenditoriale genera l’intuizione. Il concetto è quello della filiera.

Dal punto di vista terapeutico da segnalare l’olio di CBD, miorilassante utilizzato contro la fibromialgia prodotto in un apposito laboratorio. C’è poi la pasta senza glutine in partenza – non pennette o spaghetti ma malloreddus e fregula – prodotta dal pastificio locale di riferimento Tanda e Spada. E ancora il cioccolato ai semi di canapa e ai semi di canapa e scorza d’arancia, un fondente al 70% prodotto da Peanu di Ozieri. E ancora le panada, i semi pralinati, la tisana antidolorifica e rilassante prodotta da una erboristeria di Nuoro che miscela la canapa sativa ad altre essenze tutte chiarissime in etichetta.

«Ultima arrivata, e ne siamo orgogliosi, la birra alla spina: è la prima birra alla spina alla canapa in Sardegna ed prodotta dal birrificio Nora di Oliena, che ci aiuta fra l’altro a diffonderla. Non abbiamo ancora imbottigliato, cominceremo in autunno dando vita ad una linea che prevederà cana blonde, cana red e cana black. Piacciono». La qualità è certificata. La diffidenza? «Molti si aspettano o hanno paura che faccia effetti particolari... ma la produzione industriale non è spaccio – sorride Valentina –. Parliamo di ottimi prodotti ma certamente entro ogni limite della legalità». Una recente sentenza della Cassazione ha inizialmente preoccupato i produttori di canapa sativa: spetterà ora al giudice di turno analizzare di volta in volta la situazione decretando il potere drogante del prodotto in questione. «Siamo una azienda soggetta a indagini e ispezioni. I nostri

prodotti sono certificati, vengono periodicamente sottoposti ad analisi presso un laboratorio: in fase di produzione lo facciamo ogni 20/25 giorni, proprio per dimostrare di essere entro gli standard consentiti pur mantenendo alti standard di qualità».

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA LA SCRITTURA

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community