Sul diario di Vasco: «A Cagliari, uno sballo»

Stasera e domani i due maxi concerti del rocker in Sardegna. E nel frattempo rispuntano le sue memorie degli anni Ottanta

INVIATO A CAGLIARI. Il conto alla rovescia è partito. Tra poche ore – precisamente alle 21 di stasera – Vasco Rossi si materializzerà insieme con la sua rodatissima band sul mega palco allestito nel quartiere fieristico di Cagliari per il primo dei due live programmati in Sardegna (il secondo è domani). Concerti che si annunciano strepitosi, sia per la produzione stellare sia per la scaletta studiata in ogni minimo dettaglio con l’obiettivo di lasciare tutti stupefatti. Ma mentre in città cresce l’attesa per un evento che si annuncia storico, da un vecchio diario privato del Komandante riemergono alcuni appunti che lui stesso scrisse nel settembre di trentasei anni fa (sic) durante una tournée che toccò anche l’isola. Frasi vergate di suo pugno subito dopo l’esibizione fatta nel capoluogo sardo il 28 settembre del 1983 e che rivelano meglio di tanti discorsi il feeling speciale tra il Blasco e Cagliari, luogo dove per altro in quegli stessi anni compose “Vita spericolata”.

Risale infatti proprio a quel periodo il commento a caldo che Vasco scrisse nero su bianco dopo il live al palazzetto dello sport di Cagliari. Una nota visibile in questa pagina nella foto in alto a destra. «Uno sballo – riporta letteralmente Vasco, abusando di punti esclamativi –, un concerto che ricorderemo certo! A parte il palasport strapieno! Centinaia rimasti fuori che hanno sfondato tutto!!! La gente che su “Una splendida giornata” si è alzata tutta e battendo le mani si è messa a ballare e cantare! Io che ho veramente (con l’aiuto del sudore!) ho pianto ogni volta cantandola come mai prima d’ora! Tre bis – si legge inoltre nel testo – un centinaio di carabinieri e quasi due ore per fare uscire la gente che continuava a cantarre, ballare, chiamare e spaccare tutto e ancora da fuori grida, canti, sfoghi, «un ultimo “Bravo Vasco” gridato da chissà chi e da chissà dove, poi una corsa con il cuore in gola per sfuggire al servizio d’ordine. Grande, veramente grande». Insomma, frasi entusiastiche che davvero si commentano da sole.

Tuttavia, come si evince consultando il libro del giornalista Massimo Poggini intitolato “Vasco Rossi, una vita spericolata”, quella stessa estate del 1983 Vasco portò il suo spettacolo anche a Sassari e Olbia. E anche in quelle occasioni scrisse degli appunti che riletti adesso fanno impressione. «A Sassari, 9.000 paganti e quasi altrettanti entrati senza biglietto. Circa 15mila persone: un record assoluto. È pazzesco! Naturalmente una grande soddisfazione professionale, per me! Enorme! Ma dentro uno strano vuoto... Felicità, certo, tanta credo. Voglia di lavorare, sì! Di suonare, di scrivere...».

Vale la pena di
ricordare che quando Vasco scrisse queste considerazioni era poco più che all’inizio di quella brillante carriera che poi lo ha consacrato come il numero uno del rock italiano. E proprio per questo sono memorie preziose dalle quali emerge il ritratto di un personaggio sincero.



TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community