La sfida del Globo d’oro Jasmine Trinca supera Francesca Niedda

L’attrice sassarese candidata per “Ovunque proteggimi”, ma il premio va alla protagonista di “Croce e delizia”

SASSARI. Niente da fare per Francesca Niedda, il Globo d’Oro come miglior attrice va a Jasmine Trinca per il ruolo in “Croce e delizia” diretto da Simone Godano. Resta la grande soddisfazione per l’interprete sassarese di essere stata fra le candidate a un premio così importante insieme ad Anna Foglietta, in nomination per “Un giorno all’improvviso” di Ciro D’Emilio, e alla vincitrice Jasmine Trinca che lo stesso riconoscimento lo aveva ricevuto qualche anno per “Miele” (diretta da Valeria Golino) e che da giovanissima aveva conquistato quello come miglior esordiente per “La stanza del figlio” di Nanni Moretti con il quale aveva iniziato la sua importante carriera.

La cerimonia dei Globi d’oro si è svolta a Roma a Villa Wolkonsky, residenza ufficiale dell’ambasciatore britannico. Un premio storico, quello assegnato dall’associazione della Stampa Estera in Italia, arrivato alla 59esima edizione e in passato vinto nella stessa categoria di miglior attrice da grandissime interpreti come Monica Vitti Anna, Sophia Loren, Claudia Cardinale, Mariangela Melato, Stefania Sandrelli, Anna Magnani, Giulietta Masina.

Quella in “Ovunque proteggimi” di Bonifacio Angius è stata per Francesca Niedda la prima esperienza importante, dopo le partecipazioni al mediometraggio “SaGràscia” e al corto “Domenica” diretti dallo stesso regista sassarese che è anche il suo compagno. Si conoscono dai tempi delle scuole e insieme hanno una figlia, Mila, nata poco tempo prima dell’inizio delle riprese nell’estate del 2017.

Nel film divide la scena con Alessandro Gazale che interpreta un cantante di musica folk sassarese che quando non è impegnato in qualche serata musicale trascorre il suo tempo tra alcol e gioco d’azzardo. Una sera, dopo aver messo a soqquadro la casa della madre in cerca di soldi, subisce un ricovero coatto nel reparto ospedaliero di psichiatria. E lì che incontra il personaggio interpretato da Francesca Niedda, una donna anche lei sottoposta a ricovero forzato, alla quale è stato sottratto il figlio Antonio di cinque anni. Usciti dall’ospedale andranno insieme alla ricerca del bambino. Una prova emozionante quella di Francesca Niedda che ha sempre raccontato di aver lavorato sul personaggio con spontaneità, guidata da Bonifacio Angius.

«Ci sono dei punti di contatto tra la Francesca del film e quella che
sono – ha sottolineato l’interprete sassarese – Ovviamente non ho mai dovuto affrontare le stesse problematiche, però nel carattere ribelle ma anche con un lato fragile sento che siamo abbastanza simili. Così come nel rifiuto a sottostare a quell’apparenza che la società tende a imporre».

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