Il festival 

Mamumask, un paese in festa fra maschere, vino e turismo

La macchina di Mamumask procede a regime. Nessuna velocità folle, non era necessario, ma comunque a buon ritmo. Il Festival internazionale delle maschere ha vissuto ieri la sua giornata clou, in una...

La macchina di Mamumask procede a regime. Nessuna velocità folle, non era necessario, ma comunque a buon ritmo. Il Festival internazionale delle maschere ha vissuto ieri la sua giornata clou, in una domenica che ha chiuso una “tre giorni” intensa segnata da tantissimi micro eventi ospitati in tanti punti del paese (piazze, vie, musei, cantine, laboratori artigianali) e anche a Nuoro dove si è svolto un convegno sull’importanza delle maschere e della loro teatralità.

Maschere identitarie ancora protagoniste nel tardo pomeriggio con la sfilata di Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, Boes e Merdules di Ottana e Thurpos di Orotelli. Con loro anche la maschera spagnola dei Boteiros di Viana do Bolo giunti dalla Galizia per un tocco apprezzato di internazionalità di una rassegna che non vuole chiudersi nei proprio confini e vede nel dialogo con altre realtà un fattore di crescita. Un festival che è riuscito a proporre bellissimi eventi seguiti con grande partecipazione. «C’è un stato sicuramente un bel movimento, non si parla di folle come alcuni eventi ci avevano abituato, ma comunque di una buona affluenza. Chi è arrivato a Mamoiada era ben motivato e con le idee chiare» spiega il sindaco Luciano Barone, che poi aggiunge «posso solo dire che la formula che fa leva sulla cultura è quella azzeccata. Possiamo lavorare per dare continuità e sono sicuro che potremo crescere ancora. Le condizioni per sperare bene ci sono tutte e sono convinto che i frutti di tutto questo lavoro li potremo raccogliere nel medio e lungo periodo».

Sono stati tanti gli stranieri tra il pubblico, turisti decisamente attratti dal fascino delle maschere, dall’offerta enogastronomica di Mamoiada e da quella sua attitudine all’accoglienza sempre attenta e premurosa. «I laboratori sono stati tutti partecipati, il Flamenco ha incantato con il suo fascino, la bellezza, i colori, la sensualità. Le sedi delle due associazioni pullulavano di gente sorridente. Anche i convegni non hanno tradito le attese con temi straordinari legati alla maschera e al teatro ed alle riproposizioni attuali» rimarca Mario Paffi, della cooperativa Viseras che gestisce i principali e visitatissimi siti museali del paese. L’universo di Mamumask ha puntato il focus sulle maschere e il loro significato nel passato e nella contemporaneità
sotto il profilo antropologico, psicologico, estetico e simbolico; ma si è rivelato ancora anche un luogo di convivialità e socialità, un modo per confrontarsi, incontrarsi, stare insieme. Una scommessa vinta anche con il coinvolgimento dei più piccoli nei laboratori a tema.

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