L’incontro dal balcone 

Il difficile mestiere di madre raccontato da Rossella Milone

La vera rivoluzione è mettere su famiglia. Occorre amore e uno spirito guerriero. Fare figli è un passaggio di non ritorno. Osservare queste creature, aiutarli a crescere, spesso sbagliando molto di...

La vera rivoluzione è mettere su famiglia. Occorre amore e uno spirito guerriero. Fare figli è un passaggio di non ritorno. Osservare queste creature, aiutarli a crescere, spesso sbagliando molto di più di quanto fosse stato preventivato, fa capire che il senso di inadeguatezza può arrivare e ti farà mettere in discussione più volte, ma occorre che questo stato d’animo – a tratti decisamente negativo – non ti travolga. Il focus del libro “Cattiva” (Einaudi, 2018) di Rossella Milone è di scavare, scandagliare i rivoli più nascosti nell’emotività della maternità di una donna che acquista lo status di madre, ma anche delle complesse relazioni con il resto della famiglia allargata.

Dal rapporto con il marito, a quello con il fratello, al lavoro che va messo momentaneamente in stand by. Insomma una piccola – grande rivoluzione con diversi gradi di complessità. Tutti aspetti di cui ha parlato ieri mattina nel primo appuntamento della giornata del festival L’Isola delle storie di Gavoi la brillante scrittrice partenopea avvolta da un vestito verde. La Milone si è affacciata “Dal Balcone” a S’antana ’e Susu e ha dialogato per oltre un’ora con Alessandro Giammei, scrittore e professore di letteratura italiana al Bryn Mawr College, negli Stati Uniti che anche oggi e domani condurrà questo spazio diventato ormai un cult del festival.

Un’ora fitta di dialoghi serrati sul libro, che racconta le vicissitudini di una donna che diventa madre e di una famiglia scossa da un terremoto che questo cambiamento comporta. Quasi uno spazio senza tempo dove i protagonisti si muovono nella cittadina ai piedi del Vesuvio (Portici), quasi una metafora del vulcano e del suo magma che ribolle. L’ambiente napoletano, tra il mare e la stazione ferroviaria, che la scrittrice conosce bene fornisce il giusto humus per il racconto conferendogli allo stesso tempo ritmo e musicalità che quella parlata possiede. La via di Emilia (il nome della protagonista) è un percorso in fieri. Vive una nuova esperienza e spera di esserne all’altezza. Di sapersi muovere nelle linee oscure di questa nuova condizione. La nascita del primo figlio è accompagnata da una battaglia di emozioni. «Ci tenevo a raccontare, sfumature, e quel senso di colpa è fisiologico che pervade il genitore», ha detto Rossella Milone che ritrae con esattezza la battaglia di emozioni che accompagna. Un libro che ha avuto delle risposte confortanti dai lettori, anche perché affronta
l’argomento secondo una prospettiva diversa e particolare. «All’inizio avevo alcuni timori, poi però tantissime donne, anche più anziane di me mi hanno detto grazie, ringraziamenti a cui non ero abituata, ma ovviamente queste manifestazioni mi hanno gratificato molto»”, ha concluso.

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