Pino e gli Anticorpi in anteprima

Venerdì 12 alle 22 la sala Filippo Canu di Porto Torres ospiterà un’anteprima di “Come se non ci fosse un domani”, il secondo film del duo comico sassarese

Il domani è adesso. Venerdì alle 22 la sala Filippo Canu di Porto Torres ospiterà un’anteprima di “Come se non ci fosse un domani”, il secondo film di Pino e gli Anticorpi. Un evento inserito nel programma del festival “Pensieri e Parole: libri e film all’Asinara” che comincia oggi e andrà avanti fino a domenica. Per i fratelli Stefano e Michele Manca è il completamento del percorso cominciato lo scorso anno, quando hanno aperto il cantiere della loro seconda fatica cinematografica: un film “made in Sardinia”, autoprodotto, girato nell’isola col sostegno della Sardegna Film Commission, diretto da Igor Biddau e con tantissimi contributi delle aziende sarde che, in diversi modi, hanno contribuito alla realizzazione dell’opera.

Rispetto a “Bianco di Babbudoiu” è cambiata anche l’impostazione, non c’è un’unica storia ma otto episodi e due di questi verranno svelati venerdì a Porto Torres. Il film andrà in sala invece alla fine di settembre. L’impegno è stato importante: cinque settimane di recitazione (l’ultimo ciak è stato battuto in un’abitazione di piazza Tola, a Sassari, pochi giorni prima di Natale), tre mesi di lavoro, quaranta persone impegnate sui vari set. E una serie di curiosità e imprevisti. Come la mareggiata all’Asinara (giusto per restare in tema) che ha costretto il gruppo a una traversata tumultuosa di due ore e mezza dopo aver corso il rischio di trascorrere la notte nell’ostello. I protagonisti saranno personaggi completamente diversi tra loro che si ritrovano, per una serie di circostanze, a vivere un’esistenza che deve cambiare radicalmente, con i vecchi valori ormai non più validi e una nuova vita a cui dare senso. Ovviamente saranno personaggi di un certo tipo, che quasi mai riescono a risolvere i problemi. «Sstiamo cominciando a preparare la promozione – dice Stefano Manca –. A Porto Torres abbiamo scelto di far vedere l’episodio iniziale e quello che è stato girato sull’isola dell’Asinara, quindi faremo vedere il trailer ufficiale. È un film a trazione sarda e saranno le sale sarde a ospitarlo per prime. Poi verrà distribuito nel resto d’Italia».

Come vi sentite adesso che sta arrivando il momento della verità?

«Siamo in uno di quei momenti nei quali ancora non credi a quello che sta succedendo. In realtà mancano ancora le ultime pratiche e dobbiamo fare un ultimo check con una proiezione ristretta. La data di uscita? Ancora è segreta, proprio perché dobbiamo chiudere le ultime pratiche e preferiamo vedere le ultime firme».

Ha parlato di film “a trazione sarda”. Che significato ha per voi questa definizione?

«Noi con i nostri spettacoli live e i programmi televisivi abbiamo assunto una dimensione nazionale, la nostra identità resta comunque sarda. Abbiamo pensato a un lavoro che ci consentisse di mantenerla ma fosse “intelleggibile” per tutti econ un’apertura internazionale. Il film promuove la nostra isola su un doppio livello. Intanto è stato scritto da sardi, diretto da sardi, ha coinvolto maestranze locali e girato nell’isola, e poi ci siamo divertiti a giocare con tutto quello che la Sardegna può offrire».

Tra le location che avete utilizzato come set quali vi hanno impressionato di più?

«L’Asinara sicuramente. Poi Sassari che si mostra come una città a tutto tondo e fa vedere tutto quello che ha e quanto è cresciuta: ha una viabilità con le rotatorie e una parte di 131 che di fatto è una tangenziale, il centro storico. E anche Porto Torres ha tante cose belle da offrire. La Sardegna non ha metropoli come Hong Kong, e forse è un bene,e nemmeno città d’arte, però ha tante bellezze e un patrimonio enogastronomico importante. E cercando aziende con cui collaborare io personalmente ho scopertoun tessuto produttivo interessante, comprese diverse aziende innovative delle quali non conoscevo l’esistenza. Intendiamoci, il nostro non è un documentario sulla Sardegna, è un film comico, però tutte queste cose abbiamo cercato di metterle dentro e promuoverle».

La Sardegna e il cinema stanno diventando un binomio sempre più stretto e vincente?

«I film sardi stanno andando forte, in più il lavoro
della Sardegna Film Commission nel proporre l’isola sta dando risultati importanti su tutti i fronti, compresi quelli dell’occupazione. Pensate che noi abbiamo fatto fatica a trovare il personale perché erano tutti impegnati in altre produzioni e questo è sicuramente un bel segnale».

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