Il festival 

Grande pubblico a “Dromos” per Fresu e Fiorella Mannoia

Applausi nelle serate con il trombettista berchiddese e la cantante protagonisti

Grande pubblico ieri sera a Oristano davanti al palco del festival Dromos per il concerto di Fiorella Mannoia, che ha presentato dal vivo i brani tratti dal suo nuovo album, “Personale”, pubblicato lo scorso 29 marzo. Ovviamente, nel live c’è stato spazio anche per i suoi grandi successi. In scaletta il singolo che ha anticipato l’uscita di “Personale”, “Il peso del coraggio”, così come i brani più famosi dell’artista romana, tra cui “Come si cambia”, “Quello che le donne non dicono”, “In viaggio”, “Le parole perdute”, “Che sia benedetta”.

Dromos è partito col botto giovedì scorso a Mogoro con una piazza Martiri della Libertà gremita da circa mille persone ad assistere al taglio del nastro della ventunesima edizione del Dromos Festival. Sotto i riflettori il Devil Quartet di Paolo Fresu nel set “Devil… oltre le buone invenzioni dell'Italian Style”. Ad accompagnare la tromba, il flicorno e i live electronics del musicista di Berchidda, c'erano Bebo Ferra alle chitarre, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria, un combo rodato da anni e che lo scorso anno ha pubblicato un nuovo disco, il terzo, intitolato “Carpe Diem” (Tuk music). Una carrellata di brani in cui pescano a piene mani dalle composizioni dei quattro fra siparietti e musica d'alto livello. Da “In minore” “La follia italiana” passando per la "tittle track" “Carpe Diem” a “Giulio Libano”, ed ancora “Moto perpetuo” e “Home”. Undici brani in tutto in cui trovano spazio anche il brano interpretato da Mina “E se domani” e la sigla della serie tv “Un posto al sole”. Un set coinvolgente, a tratti melanconico, ma anche energico ed allegro. Sonorità che scaldano il cuore come un'alba nel mediterraneo, che profumano di Africa e di America Latina. Un gruppo che a momenti diventano due con il forte interplay fra Ferra e Fresu ed ancora la grande intesa della sezione ritmica con un esuberante Bagnoli che ha dato del filo da torcere a Dalla Porta. Un set perfettamente riuscito per metà elettrico e per metà acustico con le incursioni nell'elettronica di un Fresu in ottima forma.

Venerdì il festival itinerante che, fino al 15 agosto toccherà tredici centri dell'oristanese, si è spostato a San Giovanni di Sinis, borgo marino nei pressi di Cabras. All'interno della basilica paleocristiana si è svolta la prima delle due esibizioni del cantante bresciano Boris Salvodelli. Performance che ha anticipato quella dell'atteso
quartetto londinese capitanato da Alfa Mist, produttore e compositore londinese recentemente salito agli onori della critica con il disco "Structuralism", pubblicato per la Sekito poco più di tre mesi fa. Atmosfere jazz con incursioni nella fusion, toccata e fuga nella world music.

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