L’intervista 

Dj Albertino e la musica di oggi «Grande ritorno agli anni ’90»

segue dalla copertina Albertino parlerà più volte di fughe all’indietro. «C’è un grande ritorno agli anni ’90, anche noi durante i live mettiamo molti brani (e non suoniamo molti brani, ndr) di...

segue dalla copertina



Albertino parlerà più volte di fughe all’indietro. «C’è un grande ritorno agli anni ’90, anche noi durante i live mettiamo molti brani (e non suoniamo molti brani, ndr) di quegli anni ma con suoni nuovi. Al momento non vedo un genere che abbia sostituito quel fenomeno lì. Ci sono produzione dance bellissime, penso a Calvin Harris o Dua Lipa, ma è qualcosa di diverso». La musica, in generale, la vede «in continua evoluzione, anche se il grosso è stato inventato. Mi aspetto dei ritorni ma con sonorità nuove. Ieri ascoltavo nuove uscite molto da club e ho sentito rimandi dell'house di fine anni '80».

È il 1978 quando Albertino – Sabino Alberto Di Molfetta, il vero nome – debutta nel mondo radiofonico. Nel 1984 la chiamata di Cecchetto a Radio Deejay, di cui diventa un’icona. Dopo 35 anni, lo scorso primo aprile ha lasciato suo fratello Linus e Radio Deejay per approdare come direttore a Radio m2o. «Sta andando avanti al di sopra delle aspettative – dice sulla sua nuova avventura – continuo comunque a lavorare nello stesso ambiente, trasmettiamo dallo stesso palazzo, ma alla fine è stato creato tutto da zero, sono cambiate quasi tutte le persone che ci lavorano. Sembra una start-up, una nuova radio, ed era la cosa che “da grande” desideravo fare, e vista l’età anagrafica (ha festeggiato 57 anni lo scorso 7 agosto - ndr) quando mi è stata data l’opportunità l’ho colta». «Non pensavo andasse subito così bene – riprende sulla nuova m2o – in termini di fatturato e ascolti, con +20% siamo la radio nazionale che è cresciuta di più. Se avessimo la stessa copertura delle grandi emittenti sarebbe divertente: l’ambizione, sia chiaro, non è competere con grossi network, ma assestarci sui 2-3 milioni di ascoltatori».

«Salmo è fantastico», esclama appena si parla della scena isolana. «Sono un grande appassionato di rap, questa nuova ondata, che non ho capito perché chiamino trap, eccetto due o tre nomi è molto uguale, basata sull’aspetto estetico e dell’ostentazione, e meno su quello musicale. Se invece parliamo di talenti, lui sì, Salmo lo vedo sullo stesso piano di gente come Fabri Fibra, J-Ax». Non ha dubbi. «Anche se definirlo solo rap è limitativo, basti vedere cos’ha tirato fuori nell’ultimo anno. Quando uno sa scrivere, sa scrivere…». Sarà l’aria di mare, il discorso cade proprio sull’isola. Albertino aveva già partecipato al Gamf nel 2015, ma in Sardegna ci
ha suonato (e vissuto) tante volte. «Da ragazzo venivo in vacanza a Porto Rafael con gli amici. Porto Rafael è nella Costa Smeralda ma non ha suo il lato snob, e poi in quegli anni c’erano le feste del conte Rafael. ho bei ricordi. Poi ho scoperto Orosei, meno conosciuta ma molto bella».

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