Dalla caccia ai boss ai tormentoni estivi

Il ritmo è quello del tormentone estivo e le note ammiccano alle hit latinoamericane: “Baila sotto il sole” è il titolo dell’ultimo brano di Giampaolo Barceloneta, dal videoclip divertente, girato...

Il ritmo è quello del tormentone estivo e le note ammiccano alle hit latinoamericane: “Baila sotto il sole” è il titolo dell’ultimo brano di Giampaolo Barceloneta, dal videoclip divertente, girato tra i colori e le onde del mare di Alghero, nella spiaggia di Porto Ferro. Ultimo in ordine cronologico, si diceva, dei tanti che ormai da anni il cantante algherese, ma olbiese d’adozione, è abituato a dare in pasto al pubblico. E dietro ai sorrisi in occhiali da sole c’è una storia, la sua storia, che è stata un continuo dualismo: di giorno dottor Jekyll, di notte Mr. Hyde. Niente pozioni e niente esperimenti, però. Il fatto è che la faccia allegra dell’artista nasconde un passato da carabiniere, nella Palermo degli anni Ottanta prima e in Sardegna poi, ed è persino cavaliere della Repubblica per un salvataggio che gli valse una medaglia al valor civile. In mezzo, la passione della musica, mai abbandonata, «Sono stato il primo carabiniere autorizzato dal ministero a potersi anche esibire in tv e nelle piazze, a patto di non rivelare la mia reale professione», dirà in proposito.

Palermo

«Non volevo costruire barche come mio padre (noto maestro d’ascia della città catalana, ndr) né continuare gli studi, come aveva fatto mia sorella», perciò Giampaolo Frulio – questo il suo vero nome – già a 17 anni si arruola nell’arma dei carabinieri. Finisce subito a fare servizio nella sezione catturandi del gruppo Palermo primo con il colonnello Mario Mori. È il 1985 e in Sicilia, specie nel capoluogo isolano, sono gli anni della guerra mafiosa, dell’ascesa di Cosa Nostra. «Ho collaborato diversi anni col capitano Ultimo», racconta per la prima volta in via ufficiale, ma su quest’ultima parentesi rimane sul vago. Fanno sorridere, ora, le sue foto di quegli anni: capelli lunghi, barba incolta, «Dovevo avere un aspetto trasandato, sembrare quasi un delinquente – ricorda divertito – e non si doveva certo capire che fossi carabiniere». Era un periodo delicato, senza nascondere una certa punta d’orgoglio Giampaolo Frulio aka Barceloneta spiega che a quei tempi il compito principale era andare a caccia di latinanti, si lavorava a stretto contatto con la magistratura, e quindi «con Falcone, Borsellino, Ayala».

Dovere e piacere

Nel 1992, dopo la strage di Capaci, viene trasferito in Sardegna, sempre in reparti operativi. All’attività in divisa continua ad affiancare quella con chitarra in mano di fronte al pubblico, a cantare le sue canzoni. «Addirittura», racconterà, «quando ero a Olbia mi mandarono per un periodo in servizio a Nule, era una punizione proprio perché non erano d’accordo con il fatto che cantassi. Be’, lì la gente mi conosceva e cantai ancora di più, collaborai anche con i tenores». Nel 2016 lascia definitivamente l’arma e si immerge nelle sue passioni, diventa cantante a tempo pieno, produttore e, dopo l’esperienza su Cinque stelle con Luigi Pelazza con “Il rompiscatole”, torna in televisione con un programma tra inchiesta e satira, “Agente 0010”, su SardegnaLive e Catalan Tv.

La canzone dell’estate Giampaolo lo precisa subito: dietro a “Bailar sotto il sole” c’è un grande lavoro di squadra. Quasi si perde nel lungo elenco di persone che hanno collaborato al suo brano estivo. «Prodotto da Nunzio Camerada e Franco Calvia, è stato scritto da Gabriele Oggiano e Domenico Giorico con la partecipazione di Pino Ambrosio». Oltre alla sua voce canta Lucia Budroni, le chitarre sono di Riccardo Doppio e il video è stato girato da Maurizio Pulina, con le coreografie di Sabrina Merlo e Luccia Asole e il lavoro di marketing e comunicazione di Maria Pintore. «E ormai da anni collaboro con il noto dj Andrea T Mendoza» spiega Barceloneta. Mendoza ha fatto un remix della canzone che, tra i suoi mashup, sta facendo il giro delle discoteche della Costa Smeralda e del sud Italia. L’amore per le note è entrato in contrasto con la sua professione, lo ammette, ma lui non l’ha mai abbandonato. «Ho iniziato a cantare a sei anni, con gli scout. Da ragazzo suonavo ad Alghero il mandolino e la chitarra, accompagnavo vari cantautori della città. Cantavo anche nel coral Barceloneta, ero il più giovane. Da quasi vent’anni, quando il gruppo si sciolse, ho deciso di prendere il nome da lì, per omaggiare il coro». Condivide
il palco con personaggi di primo piano nella musica sarda, Maria Giovanna Cherchi, Giuliano Marongiu, Tore Nieddu, Laura Spano. Il 16, il 22 e il 23 agosto si è esibito a Golfo Aranci, mentre il 20 è stato di scena a Olbia all’interno della rassegna “Mirtò” ai piedi di San Simplicio.

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