Ostriche d’Ogliastra per assaporare l’estate

A Tortolì la Cooperativa della peschiera San Giovanni fondata nel 1944 Ittiturismo, oyster bar, un self-service con prodotti del mare e dello stagno

TORTOLÌ. Le ostriche “Fabrizie”, gemme coltivate dalla Cooperativa Pescatori di Tortolì, sono prelibatezza al gusto di mare che ha conquistato il vecchio continente, parola del Sole 24 Ore. L'Europa certo, ma anche la Cina e i palati di chi fronte mare seduto su tavoli di legno con una bottiglia di rosé in ghiaccio – ampia e recentemente ampliata la carta dei vini – a 15 euro può assaporare 10 ostriche aperte a vista da un cortese addetto, oltre a frittini di mare e altre sfiziose specialità che trasformano l'aperitivo in esperienza. A volte in pranzo. Vincolante l'amore per il pesce in generale, sia esso presentato crudo, arrosto, fritto o marinato.

Là, sulla costa orientale, in terra d'Ogliastra fra il mare e la montagna, quelle piccole saporite ostriche e tanti loro cugini si nutrono coccolate da chi di pesca vive rispettando gli equilibri dell'ambiente e le tante e varie specie che in quell'ambiente specifico vivono, crescono e si riproducono. Un circolo virtuoso che porta sui tavoli dell'ittiturismo La Peschiera, dell'oyster bar Chiosco di Ponente e del self service & take away La Laguna Beach quanto di più fresco e gustoso possano produrre il mare d'Ogliastra e lo stagno di Tortolì.

Storie di sinergie, che funzionano e producono. A destra le rocce rosse di Arbatax vigilano imponenti sul Golfo. A sinistra, lungo la strada che si insinua fra pineta e spiaggia, prende forma un piccolo grande mondo gastronomico che la Cooperativa Pescatori – nata negli anni '40 e unica concessionaria dello stagno – ha contribuito a creare affidando le attività di produzione, lavorazione del prodotto e ristorazione ai suoi stessi soci, i pescatori. Ma non solo: all'interno degli spazi è possibile praticare pesca turistica e sportiva, c'è una fattoria didattica frutto di un progetto di educazione ambientale dedicato alle nuove generazioni e c'è pure un laboratorio sperimentale Agris.

Un bagno rinfrescante, un aperitivo al chiosco e via lungo una breve passeggiata fra vasche d'allevamento in cui il pesce e vivacemente visibile allo sguardo, zone verdi e parti “aperte” dello stagno. Sono circa 300 metri che separano dall'ittiturismo, situato nella peschiera di San Giovanni. Il menù varia secondo stagionalità e disponibilità del pescato, altre piccole variazioni extra menù possono prevedere un'incursione più approfondita nel mondo del crudo o dei crostacei, mentre immancabili oltre ai grandi classici (zuppetta di vongole e cozze alla marinara) sono la cremosa bottarga, l'insalata di polpo, il fritto misto con spiccata e meritevole propensione alle paranza, muggini, orate e spigole accarezzate dalla brace e saporite polpettine di pesce. Il tutto suddiviso in due menù - variabili come detto a seconda della disponibilità della materia prima e completati da acqua, vino, sorbetto, frutta, caffè e amari – a partire da 35 euro a persona per arrivare sino a quello da 39 euro. Giorno di chiusura il lunedì, prenotazione, per l'ittiturismo, obbligatoria.

Luca Cacciatori, attuale presidente della Cooperativa Pescatori di Tortolì: «Lavoro qui da 34 anni. Nel '44 grazie si parte con 13 soci fondatori, fra pescatori ponzesi e di Tortolì. Oggi siamo 49 soci con altrettanti stagionali. Il mondo della pesca è cambiato, ora si punta sull'itticultura: peschiamo e trasformiamo

il pesce, una parte viene venduta l'altra trasformata nei nostri centri che servono poi i nostri punti vendita. Portiamo i turisti a visitare gli impianti di cattura, insegniamo a pescare e mostriamo i processi di trasformazione. E poi possono degustare i nostri prodotti».
 

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