L’ipotesi terme nel futuro di Surigheddu

Il Consiglio comunale con una mozione e la Regione con un emendamento si muovono per il rilancio delle aziende agricole

ALGHERO. Da una trentina di anni rappresentano per la politica regionale uno dei fallimenti più vistosi sulla capacità gestionale di un bene pubblico di straordinaria capacità produttiva. Si parla dei 1.166 ettari di Surigheddu e Mamuntanas che la stessa politica rispolvera di tanto in tanto e che nel 1982, si parla del secolo scorso, vennero acquisite al monte Pascoli dall'allora assessore regionale all'Agricoltura, Gesuino Muledda. Da allora quelle aziende agrarie hanno rappresentato il simbolo, nonostante la conclamata fertilità di quelle terre, della improduttività e dell'abbandono. Nel corso dei decenni si sono verificate occupazioni abusive che si sono consolidate nel tempo. Ci furono anche anni, era il tempo della vecchia lira, che la Regione pagava 250 milioni annui di guardiania per evitare ulteriori occupazioni. Una brutta pagina della storia di questo territorio della quale la politica di oggi dovrebbe riflettere seriamente. Ora c'è un nuovo rigurgito, di Surigheddu e Mamuntanas se ne riparla, la politica ha rispolverato la vecchia mummia nel territorio algherese. Il consiglio comunale ha infatti approvato all’unanimità una mozione (ne sono state presentate diverse) nella quale viene chiesto il rilancio produttivo delle due aziende e si è dato mandato al sindaco di farsi carico della richiesta della assemblea civica nelle sedi regionali di competenza. Ma anche a Cagliari c'è qualche movimento. E' stato infatti presentato in consiglio regionale un emendamento alla finanziaria in corso di discussione nel quale si chiede la disponibilità, per il triennio 2015, 2016 e 2015 della somma di 150 mila euro, all'anno, da destinare a un studio di fattibilità finalizzato alla riqualificazione dell'area e alla ristrutturazione degli immobili presenti. L'emendamento vede primo firmatario il consigliere regionale Marco Tedde. Va ricordato che già nel 2009 Laore predispose uno studio “ idee guida” sull'utilizzo dei 1166 ettari su fronti diversi : quello agricolo, artigianale, turistico. Non vennero esclusi insediamenti ricettivi con alberghi a 4 e 5 stelle, campo di golf, turismo equestre, impiantistica sportiva e altro.

Giusto per avere un'idea delle straordinarie potenzialità delle due tenute vale la pena di ricordare che nel 1978 una pubblicazione, Studi Sassaresi, riferì che nelle immediate vicinanze dei terreni di Surigheddu, ai confini con i territori di Villanova e Putifigari, era stata individuata una sorgente termale Galleria Temo Cuga. Quello studio riferiva inoltre di una temperatura dell'acqua attorno ai 32 gradi. Inoltre negli elenchi nazionali delle sorgenti geotermiche la stessa sorgente è indicata ma con temperature superiori. Anche nel piano urbanistico di Putifigari e relativamente alle aree confinanti con Surigheddu si fa esplicito riferimento a manifestazioni termali. Praticamente alle porte di Alghero, nel cuore del territorio compreso tra Putifigari e Villanova, si trova una sorta di El Dorado con capacità produttive, e quindi occupazionali, di rilevanza straordinaria. Ma che la politica ricorda soltanto nei convegni o nelle campagne elettorali. Tornando all'emendamento alla Finanziaria dell'ex sindaco forzista e relativamente al recupero dei fabbricati esistenti, è utile ricordare che si parla di circa 18 mila metri quadri che comprendono fabbricati storici del 900, una chiesetta del 1200 e perfino tre nuraghi. Per citare altri elementi non proprio secondari in agricoltura, a Surigheddu c'è un bacino di oltre 2 milioni di metri cubi di acqua e 4 corsi torrenti.

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