Alghero, non può usare la cucina di casa: inquilino vittima della burocrazia

La paradossale storia causata da una riparazione di una tubatura mai fatta

ALGHERO. Ha scelto di indossare la corazza più resistente: il sorriso. Sorridere e sdrammatizzare è la sua filosofia. Anche davanti ai problemi più grandi. Come quel rarissimo problema di salute con cui si è ritrovato a combattere quasi per caso. Una forma particolare, in tutta Italia sono al massimo una trentina di casi. Lui sorride e va avanti con la forza di un toro, degna della sua stazza. Eppure qualcosa ha tolto il sorriso e la serenità a questo ragazzone che vuole restare anonimo. È esasperato. Tutta colpa di un rimpallo di competenze e di responsabilità di cui ormai fatica a tenere il filo. Casa sua è diventato l’unico posto in cui non riesce a stare tranquillo. Al di là del caso singolo, la storia è paradigmatica di come le cose vanno e di come non dovrebbero andare.

«Abito in un appartamento di proprietà della Fondazione Zoagli ma non posso utilizzare la cucina», attacca il suo racconto. «Due anni fa la proprietaria della casa al piano di sotto ha denunciato una perdita – spiega – è stato aperto il cassone della serranda e si è scoperto che lì passa il tubo di scarico della mia cucina». Anziché fare tutti i passaggi necessari per imporre al proprietario dell’appartamento in cui vive di riparare il danno, quello scarico è stato chiuso e lui si è ritrovato in una casa invivibile. «Per rapporti di buon vicinato ho evitato a lungo di utilizzare la cucina – prosegue lui – ma tra la malattia e il fatto che nel frattempo ho anche perso il lavoro non mi posso permettere di mangiare fuori casa tutti i giorni». Ha contattato un idraulico per chiedergli di studiare una soluzione che permettesse di accontentare la signora del piano inferiore, per proporla al padrone di casa e all’amministratore di condominio. «Ma un giorno mi hanno suonato alla porta vigili del fuoco e polizia locale per dirmi che stavo allagando la strada – riferisce – così ho scoperto che il tubo era stato chiuso e murato definitivamente dallo stesso idraulico, contattato da altri, e che alla signora era stato interdetto l’accesso alla sala». Approfondendo, viene fuori che sulla questione si era espressa l’amministrazione comunale

«C’è un provvedimento del segretario generale Luca Canessa che dice che bisognava riparare i danni e ripristinare la situazione». Da un mese, invece, casa sua è inutilizzabile. «E nessuno si muove». (g.m.s.)

 

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