Morta dopo la caduta in teatro, due dal gup

Chiesto il processo per direttore di Fondazione e tecnico di palcoscenico. La difesa: vanno prosciolti

ALGHERO. Era morta due anni fa in un giorno di festa per lei e per la sua famiglia. Tutti insieme erano andati al teatro Civico di Alghero per assistere al saggio di fine anno della scuola di danza frequentata dalla figlia di 9 anni. Lo spettacolo era appena finito e tutti stavano uscendo dal teatro. La donna, 45 anni, madre della bimba, era caduta dalle scale e dopo tre giorni di coma in ospedale era morta. Per quell’episodio sono finiti sotto inchiesta il direttore della Fondazione Alghero, Paolo Sirena, di 48 anni, e il tecnico di palcoscenico a cui la stessa Fondazione aveva affidato il servizio antincendio e di emergenza del teatro civico, Antonio Luciano Sisto, di 56 anni. Per il sostituto procuratore Paolo Piras, titolare dell’inchiesta aperta per omicidio colposo, i due non avrebbero installato appositi corrimano e l’antiscivolo nella rampa di scale. Condotte di negligenza, imprudenza e imperizia che avrebbero causato la morte della 45enne.

Ieri mattina, nell’udienza preliminare davanti al gup Antonello Spanu, hanno discusso il pubblico ministero (che ha chiesto il rinvio a giudizio) e gli avvocati difensori.

Elias Vacca, che assiste Sirena, ha spiegato che «le carenze strutturali (rampe di scale, corrimano) non rientravano nella competenza della Fondazione Meta e che l’obbligo di custodia del bene ricade sull’ente proprietario del bene e non su chi, come la Fondazione, aveva soltanto un contratto di comodato d’uso gratuito e non aveva né competenze né obblighi in tal senso». L’avvocato Ivan Golme, che difende invece Sisto, ha chiarito che il suo assistito non era «il responsabile della sicurezza o dell’ufficio tecnico del Comune di Alghero quale ente proprietario del teatro Civico, ma incaricato solo quel giorno come addetto al palcoscenico, antincendio e coordinatore dell’emergenza».

Un lavoratore autonomo, quindi, le cui uniche funzioni erano quelle di controllare il funzionamento di luci, audio, tende, gruppo elettrogeno e tutto ciò che si sviluppa all’interno del palcoscenico, verificare presenza e numero degli estintori e porte tagliafuoco. Infine, come coordinatore dell’emergenza, avrebbe dovuto supervisionare l’evacuazione della struttura qualora fosse scoppiato un incendio. Da qui la richiesta di non luogo a procedere da parte degli avvocati Golme e Vacca. Il giudice deciderà il 5 luglio.

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