Alghero, il giallo dei "corpi morti" sott'acqua davanti ai bastioni

La guardia costiera li ha messi sotto sequestro e le imbarcazioni ormeggiate sono state spostate

ALGHERO. Per la guardia costiera il posizionamento di quei cinque corpi morti nei fondali dello specchio d’acqua di fronte alla banchina Dogana e alla banchina Sanità, proprio sotto i bastioni Pigafetta, non è mai stato autorizzato. Una verità che emerge dalle acque del porto di Alghero dopo un quarto di secolo. Venticinque anni precisi, dal 1994, quando il Consorzio del porto di Alghero, titolare della concessione delle due banchine, li sistemò per rendere ottimale l’ormeggio delle imbarcazioni di più grandi dimensioni. Quel che viene a galla solo ora, dopo così tanti anni, è un pasticcio burocratico e amministrativo di cui si sta occupando la Procura di Sassari, alla quale la capitaneria di porto ha trasmetto tutte le informazioni del caso dopo l’indagine avviata in seguito alla denuncia presentata per iscritto da un cittadino algherese.

Partendo da quella sua segnalazione, i guardiacoste hanno potuto appurare che non esiste un solo foglio di carta che autorizzi il posizionamento dei corpi morti della discordia nell’esatto punto in cui si trovano. Nei giorni scorsi i sommozzatori della guardia costiera si sono immersi, li hanno sigillati e ne hanno proibito l’utilizzo. Le barche che erano ormeggiate sono state costrette ad andare via da lì, ma visto e considerato che non risultano dubbi sulla concessione delle banchine – che peraltro non sono state messe sotto sequestro – potranno riprendere a ormeggiare. Però potranno farlo solo secondo le modalità e con i sistemi di ormeggio consentiti. L’ipotesi di reato è di occupazione abusiva. Le indagini non sono concluse: dato che non sono mai state autorizzate, gli investigatori stanno lavorando con ogni strumento utile per cercare di capire quando sono stati effettivamente installati, da chi e perché nessuno abbia mai avuto niente da dire. In realtà ancora prima che si avviassero gli accertamenti da cui è scaturita la vicenda giudiziaria, il Consorzio del porto si era già accorto di questa anomalia e stava correndo ai ripari.

L’ente consortile pubblico-privato, di cui fanno parte tra gli altri anche il Comune di Alghero e la Camera di Commercio del Nord Sardegna, qualche mese fa si era rivolto ai competenti uffici regionali chiedendo che si avviasse l’iter per regolarizzare quello che sarebbe considerato poco più di un “paradosso burocratico” prodotto da un errore nella cartografia allegata ai documenti autorizzativi. In sostanza, i cinque corpi morti sarebbero previsti, ma nella cartina risultano in punti diversi da quelli in cui sono stati sistemati effettivamente. Ma tutto questo dovrà essere appurato e, almeno per il momento, la pratica amministrativa e quella giudiziaria viaggiano parallelamente ma separate.

 

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