Fumata bianca per l’hotel Capo Caccia

Dopo sei aste andate deserte la struttura è stata acquistata per tre milioni di euro da una cordata di imprenditori

ALGHERO. Dopo sei aste andate deserte e diversi milioni in meno per il valore dell’offerta minima, l’hotel Capo Caccia ha un nuovo proprietario.

L’asta giudiziaria della splendida struttura di Pischina Salida, che domina la baia e che per anni ha rappresentato il fiore all’occhiello della ricettività algherese prima di chiudere i battenti e di essere risucchiata nella complessa vicenda che ruota attorno al fallimento della società che lo gestiva, si è conclusa per una cifra tutto sommato appetibile: 3milioni e 140mila euro, l’offerta minima fissata per la settima convocazione del tribunale fallimentare di Sassari.

La novità, anche se per niente sorprendente, è che a fermare una volta per tutte l’iter di vendita all’asta è una cordata di imprenditori che fa capo a Francesco Biasion, il titolare del “Condominio Eurotel Capocaccia”, una serie di appartamenti adiacenti alla struttura alberghiera in un immobile che originariamente aveva la stessa destinazione d’uso a fini ricettivi, e la cui presenza è alla base delle questioni giudiziarie ancora irrisolte, che hanno dissuaso numerosi imprenditori a infilarsi in un affare certamente oneroso, ma dal potenziale assolutamente straordinario.

Il fallimento della “Capo Caccia Resort srl” risale al 2013. Da allora l’hotel, che dispone di ogni comfort e di un contesto naturale e strutturale semplicemente impareggiabile, è chiuso. Quello positivo, nei giorni scorsi, è stato il settimo tentativo di vendita all’asta da parte del Tribunale di Sassari dal 2015 a oggi. L’ultima asta andata deserta risale allo scorso 27 marzo. Anche a fronte delle seccature connesse ai contenziosi ancora aperti, l’immobile stava rasentando un costo appetibile per troppi: potrebbe essere questa la motivazione che ha indotto Biasion a organizzare la cordata che ora dovrà investire quasi il triplo di quei 3milioni per rimettere in sesto una struttura che nel frattempo è rimasta vittima del degrado, del tempo, dei vandali e dei ladri. Situato al centro della splendida Baia delle Ninfe di Alghero, l’Hotel Capo Caccia è costituito da 76 camere che costituiscono il blocco est e ovest, quattro uffici, sala per il ristorante e la colazione con adiacente una enorme terrazza panoramica, cucina, depositi e spogliatoi. Nel blocco nord ci sono altre 37 camere di fronte al mare trovano spazio il bar, un altro ristorante, la cucina, la discoteca e una splendida piscina panoramica.

Il fallimento della società che lo gestiva aveva dato il via a diverse indagini, alcune delle quali culminate con delle condanne risalenti allo scorso anno per presunta bancarotta. L’intricata situazione del complesso, con la vicenda giudiziaria da una parte e i pronunciamenti della Cassazione e del Tar dall’altra a confermare l’esclusiva destinazione turistico-ricettiva di tutta l’area interessata dalla presenza dell’hotel – nonostante l’utilizzo residenziale che ne facevano alcuni proprietari – potrebbero essere alla base delle difficoltà che quel gioiello della ricettività ha incontrato per trovare un nuovo padrone.

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