Fertilia, tutto tace sul recupero urbano

La Regione aveva stanziato due milioni per il riuso turistico di alcuni immobili

ALGHERO. Tutto tace sul fronte della riqualificazione urbana di Fertilia. Se da un lato la componente produttiva economica mostra segni di vitalità e voglia di crescita, sono sorte infatti nuove attività commerciali sotto i portici di via Pola, dall’altro c’è un apparente immobilismo sul fronte del recupero immobiliare del patrimonio storico pubblico. Sono ormai passati oltre dieci anni infatti, dal passaggio di numerosi edifici storici dallo Stato alla Regione Sardegna e da allora si parla di due milioni di euro da spendere per la riqualificazione turistica della borgata (stanziamento all’epoca della giunta Soru), ma senza risultati concreti. A quanto pare in questi anni ci si è arenati su questioni burocratiche e su approfondimenti di tipo urbanistico. In modo particolare sul potenziale sviluppo in termini di cubature su aree attualmente disponibili e che dovrebbero essere messe sul piatto dall’amministrazione comunale in cambio di una ristrutturazione dell’ex cine teatro di lungomare Rovigno e dello stabile attiguo di via Trieste. Insomma a quanto sembra si è ancora fermi al decollo del primo comparto del famigerato piano di riuso turistico e rimangono al palo gli altri due comparti. Un progetto predisposto con i primi centomila euro erogati dalla Regione al comune. Nel frattempo si attende anche il risultato dell’ultima asta avviata in ordine di tempo per la vendita dell’hotel Bellavista, operazione avviata dal servizio patrimonio regionale. I residenti infatti, sperano che si trovi un imprenditore che possa ridare vita ed economia con la riqualificazione e riapertura almeno dello storico Bellavista, oltre trenta stanze vista mare che fa peccato vederle chiuse e senza turisti. Fertilia può davvero diventare una bomboniera della Riviera del Corallo visto che vanta un potenziale immobiliare di tutto rispetto, peccato che sia tutto in mano pubblica e si sa i tempi della macchina amministrativa sono biblici. E intanto i giovani continuano ad emigrare.

Sergio Ortu

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