«Speranza non scelse di morire»

La nuova consulenza del Racis dei carabinieri esclude che la donna si sia tolta la vita volontariamente

ALGHERO. Amava la vita, era innamorata di Alghero e aveva in programma di aprire un’attività tutta sua. Progettava di festeggiare i suoi cinquant’anni con amici e parenti e si prendeva cura di sé, dimostrando a chi la circondava di non aver alcuna intenzione di volerla fare finita, ma di avere al contrario un grande voglia di vivere.

Speranza Ponti, la 49enne di Uri scomparsa da Alghero il 5 dicembre del 2019 e trovata senza vita il 31 gennaio dello scorso anno, in un campo alla periferia della città catalana, difficilmente si sarebbe suicidata. Tesi che ha sempre sostenuto invece il suo fidanzato Massimiliano Farci, il 54enne di Assemini, accusato di aver ucciso la donna per questioni economiche e poi di aver nascosto il suo corpo.

A questa conclusione sarebbero giunti gli investigatori del Reparto analisi criminologiche del Racis, il Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche con sede a Roma. Gli esperti dell’Arma hanno consegnato i giorni scorsi una relazione di cento pagine al sostituto procuratore Angelo Beccu, titolare dell’inchiesta per omicidio, con le dichiarazioni di nove persone molto vicine a Speranza. Dalle testimonianze raccolte il mese scorso dagli esperti arrivati in gran segreto ad Alghero sarebbe emerso un quadro completamente opposto a quello che ha sempre voluto dipingere il suo fidanzato. Ai carabinieri al momento dell’arresto, a fine gennaio dello scorso anno, Massimiliano Farci aveva detto di aver trovato Speranza senza vita nell’abitazione di Alghero in cui la coppia viveva da qualche mese.

La 50enne - aveva spiegato l’ergastolano - si sarebbe impiccata a una porta dell’appartamento e lui per paura di non essere creduto per via dei suoi precedenti, avrebbe nascosto il corpo in campagna, ricoprendolo con dei tubi di alluminio. La Procura e i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Alghero sono convinti invece che l’uomo abbia ucciso la fidanzata per impossessarsi dei suoi risparmi. La consulenza del Reparto analisi criminologiche del Racis, strutturato su una sezione psicologia investigativa preposta ad assicurare il supporto criminologico in occasione di delitti efferati o violenti e ricercare elementi di connessione e analogia nei delitti seriali, entrerà nel fascicolo del pubblico ministero a sostegno di quello che la Procura ha sostenuto sin dal momento della misteriosa scomparsa della donna. Il suo corpo in avanzato stato di decomposizione era stato ritrovato quasi due mesi dopo la denuncia dei suoi familiari. Era stato proprio il compagno, pressato dagli inquirenti, a indicare il punto in cui lo aveva gettato dopo averlo trasportato in macchina. «Si è tolta la vita e l’ho portata in un luogo che amava» aveva detto Farci, ma ora gli inquirenti hanno qualche motivo in più per dubitare delle sue parole.

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