Carbonia, il consigliere Vincenzo Panio del Pd rinuncia al gettone

L'indennità per le presenze in consiglio comunale e nelle commissioni è stata causa di numerose polemiche dentro e fuori dell'assemblea

CARBONIA. Vincenzo Panio, consigliere comunale del Partito democratico, ha deciso di rifiutare il gettone di presenza. Lo ha comunicato all’amministrazione con una lettera, con la quale ha dichiarato che dal mese di maggio intende rinunciare alla riscossione sia dei gettoni che gli spetterebbero per la partecipazione alle sedute del Consiglio Comunale e delle commissioni consiliari che degli eventuali gettoni non riscossi dei mesi precedenti.

Una decisione nata dopo che recentemente si sono registrate polemiche, anche all’interno del consiglio, per i gettoni di presenza. C’è chi sostiene che spesso le riunioni di commissione siano organizzate solo per raggranellare un gettone, e che siano organizzate numericamente in maniera che tutti i consiglieri posano percepire il massimo consentito.

Un'accusa che si è levata spesso contro i consiglieri comunali sollevando indignazione anche se, per la organizzazione delle commissioni (ogni consigliere non può far parte di più di una commissione) e la riduzione dell’importo del gettone, la spesa complessiva per l’amministrazione è diminuita fortemente negli ultimi anni e non è possibile maturare somme consistenti.

A titolo di curiosità, il “reddito” costituito dai gettoni consiliari è legato alla indennità del sindaco e complessivamente in un mese non possono essere cumulati gettoni per un importo che superi il massimo di un quarto della sua indennità. Giuseppe Casti, sindaco di Carbonia, percepisce 3.250 euro di indennità e il gettone per i consiglieri è fissato in 23,32 euro. Nessun consigliere normalmente riesce a raggiungere il tetto massimo di compensi. Sarebbero necessarie infatti ben 34 sedute mensili, tra consiglio e commissioni, per raggiungere quota 812 euro.

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