Cagliari, compagnia di bracconieri sorpresa sulla Giara

Il gruppo di cacciatori è stato visto mentre liberava i cani che hanno inseguito e azzannato un cinghiale finito dai tre uomini a colpi di roncola

CAGLIARI. È finita nel mirino del Corpo forestale regionale una compagnia di cacciatori che da tempo uccidevano animali in una zona protetta della Giara, nel Medio Campidano, area dell’interno della Sardegna nota per i famosi «cavallini».

Tre uomini, tutti dei paesi dei dintorni, sono stati denunciati dal Nucleo investigativo del Corpo e dalla stazione di Barumini, che hanno scoperto per a prima volta l’attività illegale, finora ignota, praticata nell’oasi della Giara.

Dopo giorni di appostamenti e pedinamenti ha colto in flagrante in bracconieri e sequestrato la selvaggina - un cinghiale finito a colpi di roncola - che avevano appena catturato con una muta di cani, addestrati a non abbaiare, e senza l’impiego di armi convenzionali. La compagnia non usava fucili, che in zona protetta avrebbero potuto attirare l’attenzione.

All’alba di domenica scorsa i tre hanno raggiunto l’oasi permanente di protezione faunistica della Giara, dove hanno liberato i cani: la muta poco dopo ha scovato, inseguito e azzannato un cinghiale. Gli uomini del corpo forestale hanno bloccato i bracconieri mentre finivano l’animale con colpi di roncola sul collo. I denunciati sono tre uomini di Tuili, Nurri e Sanluri, di età compresa fra i 52 e i 56 anni.

Oltre al reato di esercizio di caccia in zona protetta, è stato contestato quello di uccisione di animale con l’aggravante della crudeltà, che prevede la pena sino a due anni di reclusione. Il cinghiale è stato sottoposto a sequestro e a perizia veterinaria. Inoltre, i tre sono stati segnalati alla questura di Cagliari per il ritiro del porto d’arma. Oltre ai reati penali sono state contestate violazioni amministrative alle norme sull’anagrafe canina per una sanzione di oltre mille euro.

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