Estate cafona: «A Villasimius hanno recintato anche il mare»

La denuncia del Gruppo di intervento giuridico. A Punta Molentis in uno stabilimento balneare spunta una recinzione che arriva fino all'acqua

VILLASIMIUS. «"Tancas serradas a muru, fattas a s’afferra afferra, si su chelu fit in terra, che l’aian serradu puru". Il poeta Melchiorre Murenu, scagliandosi contro gli effetti di rapina delle terre collettive determinate dall’Editto delle Chiudende, non immaginava quanto avrebbero fatto più di centocinquant’anni dopo i suoi conterranei. A Punta Molentis, sul litorale di Villasimius, hanno recintato il mare».

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inviato, lunedì 8, una istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti con la richiesta di verifica del rispetto delle concessioni demaniali e della pubblica fruibilità della spiaggia. Coinvolti la Guardia costiera, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, il Comune di Villasimius, l’Area Marina Protetta “Capo Carbonara”, informato il Ministero dell’Ambiente.

«Lo scorso 1 maggio, Festa del lavoro, fervevano i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del locale chiosco, mentre qualche giorno prima la Guardia costiera aveva posto sotto sequestro preventivo un pontile abusivo lungo 14 metri realizzato da chissà chi - si legge in una nota del Grig -. In precedenza, nell’agosto 2017, avevamo documentato una situazione di pessima gestione ambientale, suscitando le rimostranze del sindaco di Villasimius, oggi le recinzioni di una concessione demaniale marittima a fini balneari entrano serenamente in mare, mentre l’assurdo affollamento di bagnanti coinvolge anche le dune e rende la spiaggia sempre più simile a una scatola di sardine».

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