Uccise la coinquilina: condannato a vent'anni

Il palazzo di giustizia di Cagliari

La sentenza della Corte d'Assise di Cagliari nei confronti di Giorgio Reciso

CAGLIARI. Vent'anni di reclusione. È la condanna inflitta dalla Corte d'Assise di Cagliari a un cagliaritano di 41 anni, Giorgio Reciso, ritenuto responsabile dell'uccisione di Joelle Demontis, 58 anni, trovata morta in casa dopo un pestaggio il 9 settembre 2017.

Con la donna l'imputato avrebbe avuto una relazione in passato, ma nell'appartamento del delitto, in via dei Donoratico, i due vivevano assieme anche alla nuova compagna dell'uomo, Marta Dessì, già condannata in abbreviato a 10 anni per concorso in omicidio, ma ritenuta anche vittima dei maltrattamenti di Reciso. All'imputato la Corte presieduta dalla giudice Tiziana Marogna ha riconosciuto il vizio parziale di mente e lo sconto di un terzo della pena per la scelta dell'abbreviato.

Terminata la requisitoria, il pm Daniele Caria che ha coordinato le indagini aveva chiesto nel primo pomeriggio la condanna all'ergastolo, mentre il difensore Carlo Murtas aveva sollecitato l'assoluzione perché il processo non avrebbe fatto emergere prove ma solo indizi a carico del suo assistito, la cui capacità di intendere era comunque parzialmente scemata. Reciso, detenuto a Sassari, era presente in aula.

L'imputato dovrà risarcire una provvisionale di 110mila euro: 100mila ai familiari di Demontis, costituitisi parte civile con l'avvocato Simone Vargoi, e 10mila all'ex compagna Marta Dessì (parte civile con Guendalina Garau), visto che è stato riconosciuto colpevole anche dei maltrattamenti nei suoi confronti. Scontati i venti anni di reclusione, Reciso dovrà trascorrerne altri cinque in una casa di cura. (ANSA).

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