Emissioni zero: anche in Sardegna primi passi verso i bus elettrici

L'esperienza di Cagliari a confronto con Olanda e Cina al Mobility Innovation Tour

CAGLIARI. Dalla Cina alla Sardegna passando per l'Olanda: la mobilità diventa sempre più elettrica. Dalle città medie come Cagliari a quelle più grandi come Amsterdam sino alle megalopoli come Pechino, la strada è già tracciata e porta dritta verso le emissioni zero. È la tendenza confermata nel Mobility Innovation Tour a Cagliari, evento internazionale sulla mobilità e percorso di convegni con l'obiettivo di delineare le opportunità e le prospettive offerte dall'innovazione al mondo del trasporto pubblico.

A confronto esperienze e progetti di aziende di trasporto pubblico locale come Atm Milano e Tper Bologna. Padrone di casa il Ctm di Cagliari con i suoi vertici, il presidente Roberto Porrá e il direttore generale Roberto Murru. Con loro partner industriali e anche punti di vista che arrivano dall'organizzazione internazionale del trasporto pubblico Uitp e dall'agenzia del bacino di Amsterdam. Che la direzione dei pullman sia 'verdè lo ha fatto vedere una slide proiettata da Michele Tozzi (Uitp) su quanto sta accadendo a Shenzen, in Cina: i bus elettrici nel 2001 erano 101, nel 2017 sono diventati oltre seimila. Ma è il trasporto pubblico di Amsterdam il modello per l'Europa: 110 bus elettrici con riduzione dell'11% di Co2 nel 2018. E da qui al 2025 sarà un escalation. Nel 2025 si arriverà a 692 mezzi con riduzione di emissioni del 91%.

E in Italia? Le aziende di trasporto comprano sempre più bus elettrici, ma Andrea Gibelli, presidente dell'associazione delle società di Tpl, Asstra, sottolinea che ci vogliono anche i soldi. «Servono almeno 500 milioni all'anno per rinnovare il parco mezzi. Risorse da aggiungere a quelle del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, coniugando le esigenze della transizione ecologica e dell'abbassamento massiccio dell'età media degli autobus. Per questo la transizione all'elettrico su gomma richiede gradualità, buon senso e il riconoscimento per il nostro settore dello status di settore energivoro». Obiettivo: ottenere gravi fiscali nell'acquisto dell'elettricità. (Ansa)

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