Progettavano di uccidere i forestali che li avevano denunciati per bracconaggio

La conferenza stampa del Corpo forestale (foto Mario Rosas)

L'indagine sui roghi appiccati in alcune località del sud Sardegna avrebbe svelato il movente agghiacciante che ha mosso due dei tre arrestati stamani 18 settembre

CAGLIARI. Volevano appiccare un incendio per tendere una trappola ai forestali che li avevano denunciati e ucciderli, due dei tre arrestati questa mattina 18 settembre nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Cagliari su una serie di roghi dolosi ed episodi di bracconaggio avvenuti nel sud Sardegna tra il 2016 e il 2019, nelle zone di Sarroch, Pula e Villa San Pietro.

Le porte del carcere si sono aperte per Giovanni Vacca, di 43 anni: sarebbe stato lui, secondo l'accusa, ad aver pianificato l'attentato contro gli agenti del Corpo forestale con la complicità di un 80enne, Mario Mallus. L'anziano è finito agli arresti domiciliari, stessa misura per Salvatore Caboni, di 60 anni. Tutti e tre sono residenti a Sarroch.

Indagate anche altre otto persone tra Sarroch e Villa San Pietro, coinvolte in pratiche di bracconaggio e nella detenzione illegale di armi e munizioni. Le indagini sono partite proprio da un'operazione anti bracconaggio del marzo 2019, quando i forestali sequestrano a Salvatore Caboni un tubo-fucile. Dai successivi accertamenti emerge l'esistenza di un «artigiano delle armi», un uomo capace di costruire e modificare fucili per la caccia di frodo. La figura viene individuata in Giovanni Vacca, operaio specializzato in meccanica. Scattano intercettazioni ambientali e telefoniche ed è attraverso queste che sarebbero stati scoperti i propositi omicidi dei due arrestati. (Ansa)

Roghi trappola per uccidere i forestali: bracconieri in manette

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