Cagliari, porto canale: 200 lavoratori senza cig dal 2 settembre

Le aziende hanno dato parere negativo alla proroga, la Uil in allarme

CAGLIARI. Duecento lavoratori dell'ex terminalista del porto canale di Cagliari, Cict, in attesa: il 2 settembre scade la cassa integrazione. E il segretario generale della Uiltrasporti Sardegna William Zonca esprime forte preoccupazione per il loro futuro occupazionale. «Abbiamo appreso - si legge in una nota della segreteria regionale - che Contship Italia e Cict hanno dato parere negativo alla proroga degli ammortizzatori sociali. Fatichiamo a comprendere le motivazioni del no. Con questa azione rischia di essere cancellata la professionalità, seconda a nessuno nel Mediterraneo, della forza lavoro nata ormai oltre vent'anni fa con soldi pubblici regionali, e della realtà portuale di Transhipment di Cagliari». Le ipotesi sul campo? «Ci diciamo ancora una volta contrari alla divisione della banchina, che ben pochi benefici porterebbe relativamente a crescita occupazionale ed economica. Chiunque, a qualsiasi livello istituzionale, dovesse avvallare soluzioni di quel tipo, sarebbe responsabile del dramma economico, occupazionale e sociale che scaturirebbe».

Ci sono strade da seguire. «Ribadiamo - conclude Uil- la contrarietà a ipotizzare scenari differenti rispetto a un rilancio con un operatore internazionale. Non comprendiamo la fretta di sistemare 'purchè sià la questione del Porto Canale. Portiamo l'esempio di Taranto, che in questi mesi riparte con un grande player internazionale quale Yilport (azionista al 25% in CMA CGM). La pazienza e la determinazione hanno portato a questo risultato, non di certo le azioni frettolose che intravvediamo a Cagliari. A meno che - conclude - il tentativo non sia quello di un falso rilancio. In favore di chi?». (Ansa).

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