Paziente ferisce a un occhio un infermiere con una bottigliata: denuncia del Nursind a Carbonia

Il sindacato segnala la grave carenza di organico all'ospedale Sirai e le ripetute e vane richieste per avere una guardia giurata a tutela del personale

CARBONIA. Una bottiglia in faccia, la ferita a un occhio e sette giorni di cure. È successo ieri 19 marzo a un infermiere della clinica psichiatrica dell'Ospedale Sirai di Carbonia, aggredito brutalmente da un paziente, accompagnato dalle forze dell'ordine al nosocomio, durante un trattamento sanitario obbligatorio (Tso).

A denunciare l'intera vicenda ,con dovizia di particolari, è il Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche «Una situazione ormai insostenibile per noi - ha detto Marco Zurru, dirigente del NurSind e rappresentante RSU e RSL - Abbiamo più volte segnalato la realtà nella quale siamo costretti a lavorare: siamo un numero insufficiente e siamo impauriti, senza tutele, ripetutamente aggrediti dai pazienti. Abbiamo chiesto più volte che ci venisse assegnata almeno una guardia giurata: niente è stato fatto. Siamo inascoltati. Ieri è avvenuta l'ennesima aggressione ai danni di un infermiere, che è rimasto ferito e poteva andare molto peggio».

«Siamo soli, isolati, e trattiamo pazienti aggressivi - ha proseguito Zurru - siamo anche in piena emergenza Covid e aggiungo che molto personale è andato in pensione, non sostituito. Altri si sono licenziati e altri ancora avevano contratti a tempo determinato. Mi chiedo, dopo tutto questo e tutte le nostre lettere, cosa stia aspettando la dirigenza a intervenire». (ANSA).

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