Ottant'anni fa l'inizio della II guerra mondiale: mai dimenticare le atrocità naziste

La celebre immagine dell'inizio dell'invasione nazista della Polonia

Commemorazioni in diverse città della Polonia, il paese invaso quel giorno dagli uomini di Hitler

VARSAVIA. Tutto iniziò il primo settembre 1939. Quel giorno, l'invasione della Polonia da parte della Germania nazista fu il primo passo nell'orrore della Seconda Guerra Mondiale, che distrusse l'Europa con le atrocità di un conflitto su scala globale. Oggi l'80° anniversario di quel giorno e tutto il mondo si prepara a ricordare, in un clima internazionale sempre più teso, dove la pace conquistata con il sangue di milioni di vite sembra essere sempre più fragile.

Le commemorazioni si tengono a Varsavia e in altre città della Polonia. All'alba, il presidente polacco Andrzej Duda e il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier hanno partecipato a una cerimonia a Wielun, la prima cittadina polacca colpita dalle forze tedesche nel 1939. Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki e il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans sono invece a Westerplatte. Duda e Steinmeier parleranno poi in piazza Pilsudski a Varsavia, luogo della tomba del Milite Ignoto. Il tema dei loro discorsi sarà «memoria e ammonimento».

Alle commemorazioni era atteso anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che tuttavia ha cancellato il suo viaggio in Polonia per via dell'uragano Dorian, che dovrebbe abbattersi sulla Florida nei prossimi giorni. Ci sarà al suo posto il vice presidente Mike Pence.

L'anniversario che dovrebbe unire il mondo è invece attraversato dalle polemiche, dovute in particolare all'esclusione della Russia dalle commemorazioni. Il governo polacco ha deciso infatti di non invitare Vladimir Putin questa volta - diversamente da 10 anni fa - a causa dell'annessione russa della Crimea nel 2014 dall'Ucraina. «Sarebbe inopportuno commemorare l'anniversario dell'aggressione armata contro la Polonia con la partecipazione di un leader che oggi agisce in questo modo nei confronti di un Paese vicino», aveva dichiarato a luglio il vice primo ministro polacco Jacek Sasin.

L'esclusione è stata accolta con «stupore» da Mosca. Critiche alla Polonia sono giunte anche dal presidente serbo Aleksandar Vucic, anche lui escluso dalle cerimonie ufficiali per l'anniversario. Pochi altri importanti leader sono attesi nella capitale polacca, poiché il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel non viaggeranno in Polonia. In ogni caso, secondo la presidenza polacca, sono attesi 250 ospiti da tutto il mondo e circa 40 delegazioni straniere, la metà delle quali guidata da capi di Stato.

Tra questi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con il quale Varsavia vuole mantenere una stretta collaborazione dal momento che la Polonia ritiene che la sua sicurezza dipenda dal fatto che l'Ucraina rimanga al di fuori della sfera di influenza russa. Domenica quindi gli occhi della Germania saranno puntati ancora una volta a est: verso la Polonia, per rifare i conti con il passato delle atrocità naziste.

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