Diploma per Glicy, primo cane allerta-diabete in Sardegna

Da quasi 3 anni il suo fiuto aiuta un ragazzino sardo di 13 anni

ORISTANO. Aveva solo due mesi quando ha ricevuto le coccole di quel bambino, ha giocato con lui, ha imparato a conoscerlo e riconoscere il suo odore e oggi, quasi 3 anni dopo e grazie al suo fiuto, non è più solo il compagno fedele di mille giochi ma anche il salva-vita del suo padroncino. È la storia di Glicy, una barboncina di due anni e mezzo, primo cane allerta diabete della Sardegna, ma è anche la storia di un ragazzino di 13 anni affetto da diabete di tipo 1 e dei suoi genitori, Daniela e Angelo Boi, che hanno fatto di tutto per tenere sotto controllo la malattia del figlio.

"Avevamo sentito parlare dell'esistenza di un cane che grazie alle sue particolari doti ci potesse aiutare ad affrontare la malattia di nostro figlio: un cane allerta diabete - raccontano Daniela e Angelo - Era un sogno che abbiamo condiviso e che nostro figlio ha accolto con entusiasmo. Abbiamo dovuto aspettare 2 anni perché in Sardegna non c'era un educatore cinofilo che formasse i cani per questa mansione. Nel 2018 è arrivato il Progetto Serena Onlus e Roberto Zampieri, educatore cinofilo di Verona, ideatore di un protocollo particolare per l'addestramento di cani allerta-diabete. Per noi è stato come vedere all'orizzonte un'alternativa positiva". Quello che sembrava un miraggio è diventato realtà e sabato mattina alle 12 nella sala consiliare del Comune di Oristano sarà consegnato a Glicy il diploma che attesta questa sua particolare abilità. La cerimonia sarà trasmessa in diretta streaming sul canale youtube del Comune.

"In tanti ci hanno aiutato a realizzare questo sogno - sottolineano ancora papà e mamma - Due giorni dopo il suo arrivo nella nostra famiglia abbiamo ricevuta la visita dei media locali e regionali. Glicy aveva 2 mesi e nostro figlio 10 anni quando abbiamo iniziato l'addestramento, che si è svolto inizialmente a casa nostra con incontri settimanali con l'educatore. Dopo solo due mesi Glicy è riuscita a riconoscere picchi di glicemia anche in persone estranee alla famiglia. Con lui la nostra vita, la nostra quotidianità è cambiata decisamente in meglio". (Ansa).

 

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