Il punto sul covid, la variante Delta predomina in Sardegna

Lieve crescita di casi, Ats a caccia degli 111mila over 60 senza prima dose

CAGLIARI. In una solo giorno la Sardegna ha registrato una prevalenza del 66,7% di variante Delta, il secondo dato più alto in Italia dopo il Friuli Venezia Giulia (70,6%). Questo non significa che la variante sia del tutto predominate, ma che questo ceppo desta particolare attenzione e preoccupazione, soprattutto per il fatto che i casi sono riconducibili ad arrivi fuori dall'Isola. Ma c'è di più: i contagi sequenziati nel laboratorio dell'Aou di Cagliari evidenziano che i pazienti positivi al ceppo ex indiano avevano ricevuto una sola dose di vaccino.

"Non hanno sviluppato sintomi - spiega Ferdinando Coghe, direttore del laboratorio analisi chimico cliniche e microbiologia dell'Aou - e il decorso della positività è durato un lasso di tempo, meno di 10 giorni, inferiore a quello ordinario". In generale nella maggior parte di nuovi ricoveri, almeno per quanto riguarda i reparti Covid di Cagliari e Nuoro, sono i non immunizzati a sviluppare sintomi che richiedono un decorso ospedaliero. "Questa rapida indagine - sottolinea Coghe - ci dice che i pazienti non vaccinati hanno maggiore suscettibilità di infettarsi e quindi l'appello che rivolgo è quello di vaccinare".

Attualmente il 55,72% dei sardi ha già ottenuto la prima dose, mentre il 30,11% ha fatto anche i richiami, ma - come sottolineato dalla Fondazione Gimbe - il 16% non ha avuto nemmeno una somministrazione: tra questi c'è il caso di 111mila over 60. Ora però l'Ats sta lavorando ad un programma dedicato agli ultrasessantenni per cercare di vaccinarli il prima possibile. Anche i dati dell'ultima settimana parlano di un lieve aumento dei contagi, un incremento del 38% ma con numeri irrilevanti, ha spiegato Gimbe. Oggi si contano 25 nuovi casi, quando da giorni il numero è sempre stato sotto i 20. Decessi in altalena ma contenuti e talvolta anche a quota zero.

Bene la situazione negli ospedali, dove la pressione resta molto al di sotto delle soglie di allarme: 1% nelle terapie intensive e 3% in area medica (dati Agenas). Spiccano i casi di Oristano e Sassari, dove hanno chiuso definitvamente i reparti Covid. (ANSA).

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