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Israele

Unrwa: a rischio gli aiuti a Gaza dopo le accuse di terrorismo

Unrwa: a rischio gli aiuti a Gaza dopo le accuse di terrorismo

Dodici dipendenti dell’agenzia avrebbero p artecipato all’attacco di Hamas

30 gennaio 2024
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Milano L’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi Unrwa ha lanciato un allarme: nel pieno della catastrofe umanitaria in corso a Gaza, senza il ripristino dei fondi sospesi da diversi Paesi per le accuse di legami di alcuni suoi membri con l’attacco di Hamas, l’Unrwa sarà costretta a sospendere le operazioni nella Striscia nel giro di settimane, entro fine febbraio.

A dirlo è stata la responsabile della comunicazione dell’Unrwa, Juliette Touma, e le sue parole sono giunte nel giorno in cui Austria e Giappone si sono uniti alla lista dei Paesi che hanno annunciato lo stop dei finanziamenti all’Unrwa. Fra questi Paesi ci sono gli Stati Uniti, il più grande donatore dell’agenzia. Tutto deriva dalle accuse di Israele secondo cui 12 membri dell’Unrwa sono stati coinvolti nell’attacco di Hamas del 7 ottobre che ha scatenato la guerra nella Striscia di Gaza. Un documento israeliano visionato da Associated Press afferma, senza però fornire prove, che almeno 190 lavoratori dell’Unrwa erano operativi di Hamas o della Jihad islamica e dettaglia poi le accuse elencando le 12 persone che ritiene siano state coinvolte nel massacro 7 ottobre e i loro presunti ruoli nell’attacco, con descrizione del loro lavoro e foto.

Secondo il documento, dei 12 lavoratori 9 erano insegnanti e uno assistente sociale; 7 sono stati accusati di essere entrati in Israele il 7 ottobre, uno è accusato di aver preso parte a un rapimento, un altro di aver aiutato a rapire un soldato morto e altri 3 di aver partecipato agli attacchi. Uno è stato accusato di essersi armato con un missile anticarro la sera prima dell’attacco, mentre il documento afferma che un altro ha scattato foto di una donna ostaggio. Inoltre, 10 sono stati indicati come legati ad Hamas e uno alla Jihad islamica; e 2 dei 12 sarebbero stati uccisi.

L’Unrwa ha condannato l’attacco del 7 ottobre e ha chiesto la liberazione di tutti gli ostaggi. L’Unrwa afferma di avere intrapreso azioni rapide contro i dipendenti accusati di avere preso parte all’attacco. E già prima delle ultime accuse, il capo dell’Unrwa Philippe Lazzarini aveva annunciato una revisione esterna per determinare quali precedenti accuse da parte di Israele e dei suoi sostenitori fossero «vere o false e quali fossero "politicamente motivate».

Adesso Israele, per bocca del suo ministro degli Esteri Israel Katz, ha chiesto le dimissioni di Lazzarini e ha annunciato di aver annullato tutti gli incontri previsti questa settimana fra lo stesso Lazzarini e i funzionari del suo ministero. Spiragli sembrano intravedersi per gli ostaggi israeliani trattenuti nella Striscia, dopo la riunione tenutasi a Parigi nel fine settimana.

Secondo Nbc News, i negoziatori di Israele, Usa, Egitto e Qatar avrebbero concordato un “accordo quadro” per la liberazione degli ostaggi, che prevederebbe il loro rilascio in più fasi, a partire dalle donne e dai bambini, accompagnato da pause graduali nei combattimenti e dalla consegna di aiuti a Gaza, insieme allo scambio di prigionieri palestinesi attualmente detenuti nelle carceri israeliane. Una bozza che secondo la stessa Nbc dovrebbe ora essere sottoposta a Hamas, che in passato ha sempre insistito su un cessate il fuoco permanente per dare il via libera a qualsiasi accordo che preveda la liberazione degli ostaggi. Dopo queste indiscrezioni, tuttavia, fonti israeliane sentite dal Times of Israel hanno mostrato prudenza sottolineando che «c’è ancora una lunga strada da percorrere».

Intanto la guerra minaccia di innescare un conflitto più ampio. Il presidente Usa Joe Biden e il suo team di sicurezza stanno valutando - secondo quanto riferito dal consigliere per la sicurezza della Casa Bianca - le possibili risposte all’attacco con droni contro una base Usa in Giordania nella quale sono morti 3 soldati. L’attacco è stato rivendicato da un gruppo sciita filo-iraniano, la Resistenza islamica in Iraq, mentre l’Iran ha negato di essere coinvolto. Nella Striscia Israele ha emesso un ordine di evacuazione per i residenti nella parte occidentale di Gaza City. Le sirene anti-aeree nel frattempo sono tornate a suonare a Tel Aviv per la prima volta da oltre un mese, mentre in Cisgiordania sono almeno 5 secondo il ministero della Sanità palestinese le persone rimaste uccise in scontri con i soldati israeliani.

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