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Chiara Ferragni intervistata da Fabio Fazio: «Al centro di una ondata d'odio»

Chiara Ferragni intervistata da Fabio Fazio: «Al centro di una ondata d'odio»

L'influencer a "Che Tempo che fa"

04 marzo 2024
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Roma Sobrio completo giacca-pantalone nero, un filo di collana con due pendenti, Chiara Ferragni si presenta così all'intervista di Fabio Fazio su Canale9 a Che Tempo che fa.

«Ho sentito dire che c'era attesa per questa conversazione», ha rotto il ghiaccio scherzando il presentatore. «Questa sera - ha detto Fazio - è un'occasione per essere sinceri».

«Sono stati due mesi e mezzo tosti in cui mi sono trovata al centro di una ondata d'odio, non ero preparata – ha detto l'imprenditrice digitale – Lo spartiacque - racconta Ferragni - è stato il 15 dicembre 2023, con l'inchiesta dell'Antitrust -. Ero in buonafede. Ma a quel punto ho capito che se tanti avevano frainteso allora le cose potevano davvero essere fatte meglio. Se le persone hanno capito così, c'è stato un errore».

«Io non sono dell'idea che la beneficenza vada fatta solo privatamente. Ma fatta pubblicamente può accendere il faro su alcune tematiche. Come è successo a me a Sanremo, quando ho devoluto il mio cachet all'associazione Dire. Nel Covid io e Federico abbiamo fatto una donazione di 50mila euro a testa, se non lo avessimo comunicato, si sarebbe rimasti a 100mila euro».

«Tutti sbagliamo e commettiamo errori. E' giusto far vedere anche questo, le fragilità - ha sottolineato -. Dobbiamo imparare a conviverci e avere intorno a noi tanto supporto, avere persone che ti facciano credere in te». 

«Io pensavo di aver fatto attività di beneficenza in totale buonafede. Se alcune persone avevano frainteso quello che avevo detto, vuol dire che le cose dovevano essere dette meglio. Lì è iniziato il cambiamento di questi mesi - spiega Chiara.

«Io non voglio entrare nella vicenda, però tu hai parlato di errore di comunicazione. Ma si è indotto a ritenere che una parte del ricavato andasse a sostegno del Regina Margherita. In realtà la donazione era già stata fatta», fa notare Fazio. Ferragni ribadisce: «In fase contrattuale avevamo chiesto noi che venisse fatta quella donazione. Poi per noi faceva piacere comunicare quello che avevamo scritto. Io non credo che la beneficenza vada fatta solo in modo privato. Quando la fai pubblicamente può creare emulazione e creare un faro. Io quando avevo fatto Sanremo avevo deciso di devolvere il mio cachet all'associazione Dire che protegge le donne contro la violenza. La stessa cosa abbiamo fatto per creare effetti emulativi in altre situazioni. Anche col Covid». E poi ancora: «La comunicazione andava fatta meglio. Da questa vicenda ho capito che non bisogna cercare a tutti i costi di apparire perfetta a tutti i costi, è bello far vedere anche le imperfezioni».

Si passa a parlare della crisi con Fedez. «Tu hai raccontato tutto di voi, dall'ecografia al resto», osserva Fazio. Ferragni risponde: «Io non ho raccontato tutto. Ho pubblicato tanto. Non c'è una differenza fra mondo virtuale e vita. Quella è una piccola parte della mia vita. Altre cose non le racconto, ma quello che si vede è autentico». E poi: «Si pensa che dietro ad ogni mia mossa ci sia un pool di esperti, che io sia una stratega. La crisi è vera, non è una strategia. Tu rinunci alla tua privacy, ma quando chiedi la tua privacy è difficile averla».

E ancora: «Con Federico ci sentiamo, siamo due persone adulte che si vogliono bene. Non è che dall'oggi al domani chiudiamo. Siamo in crisi, ne abbiamo avute anche in passato. Questa è una crisi un po' più forte». Chiusura sul vestito: «È stato complicato scegliere il vestito, perché ho pensato chissà che penseranno. Alla fine sono andata su qualcosa di semplice, classico, elegante».

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