Wall Street debole dopo dati Pil e disoccupazione

Pesano sui mercati anche le tensioni tra Usa e Cina su Hong Kong. Migliora il sentimento economico in Europa, le Borse europee aumentano i guadagni

Apertura debole per Wall Street con il Dow Jones a +0,19% e lo S&P 500 a +0,23% sulla notizia che nel primo trimestre il prodotto interno lordo degli Stati Uniti è diminuito del 5%, registrando un crollo maggiore rispetto alle previsioni iniziali di una contrazione del 4,8%. Il Dipartimento del Lavoro Usa ha comunicato che il numero di americani che hanno fatto richiesta per ricevere il sussidio di disoccupazione settimana scorsa è sceso a 2,1 milioni, registrando il valore più basso dall'inizio dell'emergenza e portando il numero totale di richieste a quota 41 milioni da fine marzo. Nel frattempo, il Presidente Usa Donald Trump ha dichiarato su Twitter che oggi "sarà un grande giorno per i social media e la giustizia". Trump aveva accusato Twitter e altre società tech “di fare tutto il possibile” per censurare i repubblicani in vista delle elezioni, dopo che alcuni suoi post erano stati segnalati come “potenzialmente fuorvianti” dalla piattaforma. 

Le Piazze europee proseguono la seduta in rialzo sulla scia della proposta della Commissione Europea per un Recovery Fund da 750 miliardi di euro a sostegno della ripresa economica in Europa. A Milano il Ftse Mib sale a +2,48%, con Salvatore Ferragamo (+14%) e Finecobank (+6%) che registrano i rialzi maggiori, a Parigi il Cac 40 guadagna l’1,88%, a Francoforte il Dax segna +1,10% e a Londra il Ftse 100 cresce dell’1,18%. Lo spread tra Btp e Bund scende a 185 punti. Migliora a maggio la fiducia delle imprese e dei consumatori in Europa, con l'indicatore del sentimento economico che cresce di 2,9 punti a 66,7 punti. In Italia, l’Istat ha invece comunicato che a maggio gli indici che misurano il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese nel Paese mostrano livelli storicamente bassi. 

Continuano a pesare sulle Borse internazionali le tensioni tra Cina e Stati Uniti dopo che il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha comunicato al Congresso americano che a seguito della nuova legge sulla sicurezza che Pechino vuole imporre su Hong Kong, il dipartimento di Stato non considera più la città Stato un territorio autonomo dalla Cina. “Ora è chiaro che la Cina sta plasmando Hong Kong su se stessa”, Pompeo ha dichiarato, aggiungendo che la nuova legge sulla sicurezza è “solo l'ultima di una serie di azioni che minano fondamentalmente l'autonomia e le libertà di Hong Kong”. Di conseguenza, secondo quanto comunicato da Pompeo al Congresso, non ci sono più i presupposti per garantire all'ex colonia britannica uno statuto speciale sotto la legge americana.

Le principali Borse in Asia terminano le trattative senza direzione sulla questione Hong Kong. A Tokyo il Nikkei 225 sale a +2,32%, a Shanghai l'indice Composite sale a +0,33% e a Sydney l’Asx 200 guadagna l’1,32% dopo che il governatore della Reserve Bank of Australia, Philip Lowe, ha dichiarato che “con i risultati sanitari nazionali migliori di quanto temuto, è possibile che la recessione economica non sia grave come si pensava in precedenza”. A Hong Kong l'indice Hang Seng perde lo 0,72% e a Seoul il Kospi cede lo 0,41% sulla notizia che la banca centrale della Corea del Sud ha tagliato i tassi di interesse di riferimento di 25 punti base a 0,5%. La Bank of Korea ha anche rivisto al ribasso le sue previsioni economiche per il 2020, stimando una contrazione del prodotto interno lordo dello 0,2%, contro le stime iniziali di una crescita del 2,1%. 

Il prezzo del petrolio recupera terreno con il Wti a 32,5 dollari al barile e il Brent a 34,4 dollari al barile.

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