"Prestiti vincolati alle riforme e niente sussidi". Il contro-piano dei nordici per il Recovery Fund

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz

Esclusivo: il documento di Austria, Paesi Bassi, Danimarca Svezia propone un fondo d'emergenza della durata massima di due anni. «Ma nessun aumento del bilancio Ue»

DALL’INVIATO A BRUXELLES. Niente mutualizzazione del debito, nessun aumento significativo del bilancio Ue, ma un fondo limitato nel tempo (massimo due anni) per concedere prestiti ai Paesi in difficoltà (niente sussidi a fondo perduto), in cambio di riforme e disciplina di bilancio. Ecco il contro-piano per il Recovery Fund di Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia, sintetizzato in un documento di una pagina e mezza che “La Stampa” ha potuto visionare in anteprima. Il “non paper” verrà ora spedito alle altre capitali Ue e alla Commissione, che mercoledì presenterà la sua proposta sulla base della quale partiranno i negoziati. Saranno molto difficili.

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Al contrario di Merkel e Macron, che hanno proposto un fondo per la ripresa da 500 miliardi, i  quattro non parlano di cifre, ma si limitano a dire che prima andrà fatta «una valutazione approfondita delle esigenze e dei settori più colpiti». Il nuovo fondo proposto dai “Quattro Frugali” poggerà sul bilancio Ue 2021-2027, ma dovrà essere uno strumento una tantum, avere natura temporanea e con una clausola per la sua disattivazione dopo al massimo due anni. In sostanza la proposta prevede che la Commissione riempia questo fondo raccogliendo denaro sui mercati per poi girarlo ai Paesi in difficoltà sotto forma di prestiti «a condizioni favorevoli», «limitando al contempo il rischio per tutti gli Stati membri e fornendo incentivi». Una cosa è scritta in modo molto chiaro: «Non deve portare ad alcuna mutualizzazione del debito».

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I prestiti dovranno essere usati per quelle attività «che contribuiscono maggiormente alla ripresa, come la ricerca e l’innovazione, una maggiore resilienza nel settore sanitario e la garanzia di una transizione verde e digitale». Saranno inoltre legati a chiare condizionalità. «Il sostegno alla ripresa – scrivono – dovrebbe garantire che tutti gli Stati membri siano meglio preparati alla prossima crisi». Per questo «un forte impegno per le riforme per la politica di bilancio è essenziale per promuovere la crescita potenziale». Un chiaro messaggio all’Italia. Ci sono poi altre condizionalità più rivolte ai Paesi dell’Est: i prestiti saranno legati «al rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali».

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