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Uranio: superperizia sul caso Quirra, le parti civili pronte a dare battaglia

Uranio: superperizia sul caso Quirra, le parti civili pronte a dare battaglia

La relazione esclude il disastro ambientale ma «contiene troppe contraddizioni»

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LANUSEI. «I pastori dell'area intorno al Poligono di Quirra, prosciolti perché secondo il Gip il passaggio del bestiame sui terreni sotto sequestro non costituisce reato, non possono tornare a pascolare in quelle stesse zone». Lo sostiene Adriano Sollai, l'avvocato di parte civile nel processo sui cosiddetti «veleni di Quirra», in rappresentanza dei cittadini di Villaputzu e San Vito.

«Dalla relazione del professor Mario Mariani, non c'è alcuna indicazione in tal senso - spiega il legale - e in ogni caso dovrebbe essere l'autorità giudiziaria a decidere se consentire o meno il pascolo». Gli avvocati delle 62 parti civili costituitisi in giudizio, si preparano alla battaglia nell'udienza preliminare del 18 giugno prossimo in cui è prevista la discussione sulla super perizia disposta dal Gup Nicola Clivo e depositata ieri in Tribunale a Lanusei. La relazione dell'esperto del Politecnico di Milano esclude l'ipotesi del disastro ambientale avanzata dalla Procura, pur sottolineando la presenza circoscritta di diversi inquinanti ma senza una compromissione permanente del territorio.

«Saranno tante le osservazioni che faremo con i nostri periti in udienza», anticipa Sollai. All'interno della perizia infatti, osserva il legale, emergono «punti contrastanti: ci sono delle aree intorno al Poligono in cui sono stati rinvenuti polveri contenenti uranio e torio che in presenza di vento si sono riversate all'esterno della zona militare, quindi nei paesi limitrofi. Il prof. Mariani spiega che si tratta di 'episodi che potrebbero aver generato fenomeni di contaminazione acutà. Questo dunque - commenta l'avvocato - non esclude uno degli aspetti più pericolosi, che è il danno sulla salute dell'uomo. Ora come si fa ad escludere il disastro ambientale?». Il legale sottolinea poi nella relazione «non ci sono analisi e accertamenti biologici sugli animali. E sulle acque - aggiunge Sollai - l'Arpas era arrivata a conclusioni diverse segnalando condizioni di criticità. Cosa dire, infine, delle salme dei pastori riesumate in cui sono state trovate importanti quantità di torio e degli animali malformati?», si chiede l'avvocato che conclude: «Bisogna smetterla con i trionfalismi. Noi siamo pronti a dare battaglia in ogni sede per tutelare i nostri assistiti».

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