La Nuova Sardegna

Nuoro

Sit in degli studenti: «Questa è la battaglia di tutto il territorio»

di Valeria Gianoglio
Sit in degli studenti: «Questa è la battaglia di tutto il territorio»

Dopo la denuncia della coop, in campo anche i giovani «I soldi arretrati non bastano, serve un piano di rilancio»

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NUORO. «Abbiamo chiesto un dibattito pubblico a Nuoro con l’assessore regionale Firino, e ora chiediamo anche il sostegno dei sindaci di tutto il territorio, perché questa non è più solo la battaglia di 33 dipendenti di una cooperativa che lavora per l’università, ma è la battaglia di noi tutti, di noi studenti, in particolare, per salvare questo ateneo. E stavolta non ci basterà vedere l’arrivo dei fondi arretrati, che ogni anno spariscono e poi arrivano, ma vorremo che si arrivasse alla stabilità finanziaria che in questi 20 anni, per colpa della politica e anche di troppi anni di commissariamento, l’università nuorese non ha mai avuto». Seduti sui gradini del Comune, nonostante l’arsura che si fa sentire e un po’ di fiacchezza fisiologica, gli studenti universitari nuoresi cominciano la loro personalissima battaglia pro-ateneo.

Ed è una lotta corale, sentita, figlia di anni e anni di promesse mancate, trascorse a sudare per ogni piccola conquista che li mettesse sullo stesso piano dei loro colleghi di Sassari e Cagliari. «Se non fosse che ci crediamo e vogliamo bene a questa università – dicono – se non fosse che ci lavorano tante persone, come i dipendenti della cooperativa Ecotopia e i nostri docenti, che ci danno tanto, forse oggi non saremmo ancora tutti qua».

La loro rabbia, mista a una dose industriale di frustrazione, è riemersa negli ultimi giorni, quando gli studenti hanno visto che i dipendenti della coop Ecotopia, che gestisce i servizi tecnico-amministrativi per conto del Consorzio universitario, sono scesi in piazza per denunciare mesi di stipendi arretrati a causa dei soliti fondi regionali in stra-ritardo. In altri tempi, forse, il fronte si sarebbe spaccato: cooperativa da un lato, e studenti dell’altro. Anche perché lo sciopero degli operatori della coop, in queste ore, sta causando il rinvio di decine di esami universitari. Ma questi, evidentemente, sono tempi nei quali è necessario far fronte comune, e in questa vicenda in particolare il fronte comune nasce proprio dal cuore. Così, anziché protestare per gli esami che saltano, gli studenti universitari nuoresi hanno deciso di non lasciare soli i soci della coop, e anzi, scendere in campo anche loro.

Ieri mattina, hanno incontrato il commissario del Consorzio universitario, Caterina Loi, questo pomeriggio incontreranno il sindaco Sandro Bianchi, e nei prossimi giorni, se la Regione accetterà l’invito, vedranno anche l’assessore Claudia Firino nel corso di un dibattito pubblico a Nuoro. «Le chiediamo un incontro – scrivono in una lettera aperta all’esponente della giunta Pigliaru – per discutere della situazione contingente e futura. Siamo fortemente preoccupati per il futuro della nostra sede che, in un territorio difficile come il centro Sardegna, svolge un ruolo particolarmente importante con riflessi in campo economico, sociale e in campo culturale». Ieri pomeriggio, invece, gli stessi studenti hanno fatto un sit-in davanti al Comune e distribuito un mucchio di volantini ai passanti. In quelle righe, sottoscritte da tutti – l’associazione degli studenti forestali, gli studenti di diritto delle amministrazioni, gli studenti di infermieristica e la coop Ecotopia – c’è la loro idea per il futuro dell’università nuorese. «Necessita – scrivono – di stabilità finanziaria, amministrativa, puntualità dei pagamenti, strutture adeguate, servizi per gli studenti, piano di sviluppo pluriennale».

Altro che semplici fondi arretrati, insomma: stavolta gli studenti non sembrano volersi accontentare. «Ci siamo stufati – dicono – di assistere ogni anno a questo teatrino dei fondi che non arrivano, e dei fondi che poi arrivano in ritardo. E se anche, come sembra, adesso i fondi dovessero essere sbloccati, noi chiediamo di più. Chiediamo che si affronti il problema alla radice. La vera battaglia sarà quella di risolvere il problema per il futuro. Vogliamo, ad esempio, che finisca la fase di commissariamento ma non perché il commissario non abbia lavorato bene, ma solo perché serve un organo più forte. E poi ci chiediamo: che fine ha fatto il discorso-fondazione e il discorso del campus universitario? è tutto dimenticato oppure è un progetto concreto?». La protesta, insomma, è ben lontana dall’essere conclusa, al di là del discorso dei fondi.

E sempre ieri, nel dibattito, sull’ateneo sono arrivati altri interventi e prese di posizione. Il consigliere regionale Pd, Daniela Forma, ha presentato una interrogazione sul caso-fondi. «I fondi all’università devono essere resi strutturali» afferma, invece, il presidente provinciale di Confindustria, Roberto Bornioli. «Una Regione che blocca i fondi per la Cultura è e rimarrà sempre una Regione zoppa, contro cui ci opporremo con tutte le nostre forze».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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