Orosei, in Comune c’è aria di risparmio: tagliati i buoni pasto
Da quindici anni i dipendenti percepivano 6 euro per i rientri Il sindaco Mula: «La situazione finanziaria è disastrosa»
OROSEI. Sa un po’ di spending review con un anticipo di riforma della Pa, ma soprattutto di impellente necessità di rimpinguare casse di bilancio sempre più disastrate la delibera approvata la settimana scorsa all’unanimità dall’esecutivo che abolisce i così detti buoni pasto per i dipendenti comunali. Un privilegio, previsto peraltro in taluni casi dallo stesso contratto nazionale del lavoro, che i dipendenti comunali oroseini percepivano esattamente da 15 anni. Da quando l’allora giunta, con altra delibera, aveva istituito il buono pasto per i dipendenti dell’ente per le giornate di rientro pomeridiano. Solitamente tre giorni alla settimana per un rimborso di circa sei euro a pasto che veniva corrisposto ogni mese ai dipendenti municipali (una quarantina in totale) con coupon spendibili in tutti i market del paese. Non grandi cifre nel computo reddituale annuo di un dipendente (la media è di 600 euro all’anno che ovviamente raddoppia nei non rari casi di coniugi-colleghi), ma che nel suo totale comporterà un risparmio di spesa tra i 25 e i 30 mila euro all’anno per la casse comunali. «Purtroppo la situazione finanziaria in cui versano non solo Orosei ma tutti i Comuni italiani è molto più disastrata di quanto la popolazione riesca a percepire – spiega il sindaco Franco Mula – In tre anni abbiamo avuto tagli erariali per oltre un milione e mezzo di euro e quest’anno la previsione è ancora più drastica. Capisco che a nessuno piaccia perdere quello che si pensasse fosse ormai un diritto acquisito, ma non è così. La stessa norma che disciplina la pratica dei buoni pasto parla chiaro: gli enti possono istituire mense di servizio o in alternativa attribuire al personale buoni pasti sostitutivi, compatibilmente con le risorse disponibili. Ebbene noi adesso riteniamo che proprio in relazione al taglio consistente dei trasferimenti erariali, queste risorse non siano più disponibili».
Da qui l’immediata revoca della delibera del 20 settembre 1999 e la fine dell’era dei buoni pasto comunali. Una notizia destinata a suscitare dibattito dopo che da ieri, a circa una settimana dalla sua approvazione, la delibera è stata pubblicata sull'albo pretorio del sito istituzionale del Comune.
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