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Tagli agli organici nelle scuole superiori

MACOMER. Al Liceo verranno accorpate due classi, due prime che diventeranno una di 31 studenti tra i quali un portatore di handicap, e due terze che dopo la fusione daranno vita a una classe di 26...

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MACOMER. Al Liceo verranno accorpate due classi, due prime che diventeranno una di 31 studenti tra i quali un portatore di handicap, e due terze che dopo la fusione daranno vita a una classe di 26 ragazzi, anche questa con un disabile. Non andrà meglio all’Istituto tecnico dove l’organico di diritto è stato sottoposto alla cura dimagrante dell’ufficio scolastico provinciale di Nuoro. Nelle scuole la parola d’ordine è “tagliare” e poco importa se la legge impone che nelle classi iniziali (comprese le terze che dopo il biennio propedeutico sono considerate iniziali) quando ci sono alunni con disabilità «sono costituite di norma con non più di 20 alunni». A questo si somma la perdita di cattedre e il disagio al quale andranno incontro gli insegnanti che la perderanno. Al Liceo gli insegnanti e il personale Ata si sono già mossi e sono stati ricevuti dal sindaco, Antonio Succu, che ha scritto al dirigente dell’Ufficio scolastico di Nuoro chiedendo che vengano rivisti i tagli all’organico e si ricostituiscano le classi soppresse. «Non è solo il Liceo, ma ci sono anche altre scuole che subiranno tagli – dice il sindaco –, non si rispettano i diritti dei disabili e i funzionari ministeriali impongono di tagliare discriminando chi è meno fortunato. Siano di fronte a un arretramento di civiltà, un salto che ci riporta in dietro di vent’anni. Anche questa è discriminazione. All’Istituto tecnico ci sarà una classe di trenta alunni con un portatore di handicap. Al Liceo delle scienze umane si avrà una classe di 31 alunni e una di 26 entrambe con alunni disabili. Fare lezione in classi di queste dimensioni sarà praticamente impossibile. Sarà già tanto se si riuscirà a tenere la disciplina. La frequenza degli studenti sarà un fatto formale e la didattica passerà in secondo piano. Protestano gli insegnanti e si diffonde il malcontento nelle famiglie degli alunni. (t.g.t.)

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