Macomer vince la battaglia via gli usi civici da Coronas
Accolta dalla Regione la richiesta del Comune di trasferire il vincolo su altre aree Congiu: una bella soddisfazione aver risolto un problema che durava da decenni
MACOMER. Via libera di Argea al trasferimento degli usi civici da Coronas su altre aree non edificate messe a disposizione dal comune di Macomer. Dopo un decennio di tentativi fatti per sclassificare i terreni sui quali a partire dagli anni Trenta è sorto uno dei rioni di Macomer che oggi è quasi centro storico, la soluzione è arrivata seguendo un percorso diverso da quelli tentati dalle precedenti amministrazioni. Le pratiche per eliminare l’uso civico da Coronas si sono sempre arenate nel diniego degli enti preposti a esaminare le richieste. Le finestre normative si chiudevano sempre quando sembrava che la soluzione fosse a portata di mano. Accogliendo un’impugnazione del Governo, da poco la Corte costituzionale ha bocciato il piano straordinario della Regione per la ricognizione degli usi civici. Il comune di Macomer aveva però percorso un’altra strada e ora incassa il risultato.
Il decreto dell’agenzia regionale Argea che accoglie la richiesta di trasferire il vincolo su altri terreni è del 10 settembre. Subito è stato messo in pubblicazione all’albo pretorio. Dopo due settimane dall’inizio della pubblicazione sarà operativo. A quel punto i proprietari di aree sulle quali sono state costruite le case potranno rivolgersi a un notaio che si occuperà dell’intestazione dei lotti. «È una grande soddisfazione essere riusciti a risolvere un problema amministrativo e politico che durava da vent’anni – dice l’assessore all'urbanistica, Gianfranco Congiu, – i proprietari possono ora avviare la fase di intestazione di lotti che fino a ieri erano vincolati. Il nostro compito cessa qua. Il vincolo è stato trasferito da una zona abitata da decenni in campagna. Di fatto è stato restituito l’uso civico alla collettività».
Fatto non da poco è che i proprietari potranno ora disporre a pieno delle case sui terreni che fino a ieri erano vincolati. Prima non potevano fare lasciti o accendere un’ipoteca sul bene per ottenere un mutuo. Non potevano neanche vendere perché il terreno sul quale era stato costruito l’immobile era gravato da un vincolo che non ne consentiva la vendita con un regolare atto pubblico in quanto non potrebbe essere trascritto. Non potevano neppure procedere con interventi di ristrutturazione, ampliamenti o accorpamenti. Un intero quartiere era di fatto fuori dal mercato immobiliare. Il vincolo è stato trasferito su altri terreni, per la gran parte reliquati di vecchie espropriazioni e altro. Il più esteso (poco più di tre ettari) è una superficie alberata a Scalarba. I terreni dai quali è stato eliminato l’uso civico si estendono su una superficie di oltre 8 ettari, esattamente 81.217 metri quadri.
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