«Tagli ai servizi? Fatti troppi errori»
Il grido d’allarme del presidente della Provincia, Costantino Tidu: «Il ridimensionamento partirà dal 1° novembre»
NUORO. Tutti pronti a marciare su Cagliari per salvare le scuole da morte certa. Perché senza i fondi che la Regione non ha ancora stanziato alla Provincia il destino di tutti i 29 istituti superiori del territorio è a rischio, così come il diritto allo studio per centinaia di ragazzi. La decisione è stata presa ieri mattina in Provincia in un incontro a cui hanno partecipato i capigruppo consiliari, la giunta, le organizzazioni sindacali territoriali di Cgil, Cisl e Uil, i rappresentanti di Confindustria, il dirigente scolastico provinciale e tutti i dirigenti degli Istituti superiori del Nuorese. «A causa dei mancati introiti da parte della Regione – ha detto il presidente Costantino Tidu – a partire dal 1° novembre subiranno ridimensionamenti i servizi relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole, dal riscaldamento all’energia elettrica, fino al trasporto e all’assistenza degli alunni disabili. Le risorse del Fondo unico, di cui alla determinazione 318 degli Enti locali del 26 febbraio 2014, devono essere trasferite correttamente dalla Regione Sardegna, al netto dei fondi di funzionamenti destinati al Museo Man, dell’importo destinato al pagamento dei dipendenti delle Comunità Montane, (euro 486mila euro) e delle somme relative alle accise (euro 1.600mila euro circa). Come Provincia abbiamo risorse sino a novembre – ha aggiunto il presidente – poi non possiamo più onorare gli impegni, e quei servizi essenziali per gli istituti scolastici. Credo che il nostro territorio sia il più colpito in assoluto con spartizioni di fondi che sono inaccettabili. Chiediamo che la Regione assicuri i servizi almeno fino al 31 dicembre con quelle somme che ci devono essere stanziate per legge. Non possiamo più aspettare. Dobbiamo difendere e assicurare la continuità, chiunque sia l’ente preposto a farlo». Tagli che porterebbero alla chiusura immediata delle scuole ad appena un mese dall’inizio delle lezioni. «La nostra è una provincia di serie “B” – ha seguito Salvatore Pinna (Cgil) – e in questo momento stiamo subendo l’ennesimo schiaffo mentre continuano a rapinarci dei servizi che ci spettano di diritto. Credo che dobbiamo sollevare la testa e chiedere quelle risorse che sono nostre, senza le quali verrebbe pregiudicato il futuro dei nostri giovani. Lottiamo insieme per il nostro futuro». Dello stesso tenore gli interventi degli altri rappresentanti sindacali: Michele Fele (Cisl) e Felicina Corda (Uil) che si sono detti pronti a portare avanti al protesta in difesa dell’istruzione ma adottando «una strategia vincente che porti a fatti concreti. I tagli sulla scuola non sono accettabili – hanno denunciato i segretari – per la Regione ci sono figli e figliastri e il Nuorese è sempre stato figliastro».
Un territorio da sempre martoriato dalla crisi economica, sociale e demografica e che più che altri ha subito il cosiddetto effetto clessidra. «Abbiamo perso la centralità – ha sottolineato Roberto Bornioli (Confindustria) – e ora dobbiamo pensare a rilanciare il nostro territorio creando un fronte unito che preveda non solo lamentele ma proposte vere». Preoccupati anche i dipendenti della società Nugoro Spa che con i tagli perderebbero il posto di lavoro. Sul piede di guerra l’associazione dei presidi che dichiarandosi solidali per evitare la chiusura delle loro scuole, hanno sottolineato l’importanza di analizzare come si è giunti a questo stato di cose. «Prima di puntare l’indice contro la Regione – ha detto infatti Bachisio Porru anche a nome degli altri dirigenti – occorre guardarci allo specchio perché, soprattutto per la scuola, abbiamo molti peccati da farci perdonare. I dati delle prove Invalsi sono chiari: i nostri ragazzi non possono competere con quelli del Nord. Questo era un territorio politicamente forte e rappresentato bene. Ora però l’approccio della Provincia deve essere di governo. Servono intenti e non più non parole. Perché se non arrivano i soldi qui si chiude».
A conclusione della riunione, una delegazione di dirigenti scolastici con in testa il presidente Tidu e le sigle sindacali chiederanno un incontro urgente a Cagliari per esporre le criticità esistenti al presidente del consiglio regionale e al presidente della giunta al fine di evitare eventuali interruzioni dei servizi essenziali, con conseguenti ed inevitabili disagi anche di ordine pubblico.
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